Montezemolo, pubblicità-denuncia “Tiburtina e Ostiense mortificano la crescita”

La denuncia in una lettera rivolta al Premier Mario Monti
di M.G. T. - 9 Luglio 2012

"Tiburtina e Ostiene mortificano la crescita, la concorrenza e i viaggiatori". Così esordisce la lettera lanciata dalla società di trasporti Ntv, presieduta da Luca Cordero di Montezemolo, con tanto di acquisto di uno spazio pubblicitario ad hoc su alcuni dei principali quotidiani per denunciare la situazione in cui vertono le due stazioni ferroviarie della Capitale, rivolgendosi direttamente al premier Mario Monti. 

"Signor presidente del Consiglio, da anni lei non dimentica di rilevare, giustamente, il ruolo cruciale per lo sviluppo del Paese di una sana, equa, trasparente concorrenza. Eppure, al suo governo sfugge, forse, lo stato di ‘abbandono’ della stazione Tiburtina". Sembra proprio che la Ntv  tenga a sottolineare il fallimento della nuova avveneristica struttura progettata per l’Alta velocità, ricordiamo le inaugurazione in pompa magna ben due che hanno visto protagonisti prima l’allora premier Silvio Berlusconi e poi nel novembre scorso il capo dello stato Giorgio Napolitano, che prometteva di accogliere oltre 300mila viaggiatori al giorno costata una cifretta irrisoria ai contribuenti italiani " ben 300milioni di euro". 

"A quasi un anno dall’ultima cerimonia – si legge nella lettera pubblica – nella stazione scelta dai nuovi treni Italo non esistono ancora indicazioni per i viaggiatori, bar, librerie, edicole, ristoranti, negozi, segnaletica, parcheggi, viabilità, mentre il degrado rischia già di corrompere parte della struttura".

La feroce polemica non risparmia neppure l’Air Terminal Ostiense, dove viene presa di mira "la gabbia" che a detta della società di Montezemolo rappresenta " una ferita ancora aperta all’immagine dell’Italia". 

La missiva si conclude con un’interrogativo, che sembra più pensare agli affari del neonato Italo, anche se vuole preservare gli interessi di coloro dei viaggiatori del nostro paese. "E’ questo lo spettacolo e il servizio che vogliamo offrire ai cittadini italiani e ai tanti turisti che vengono a visitare il nostro Paese e portano ricchezza? Questa l’accoglienza che riserviamo a un’impresa che in un periodo di profonda crisi dà un segnale di fiducia al Paese, investe risorse private e crea sviluppo e occupazione?" 

La Rete Ferroviaria Italiana non perde tempo per difendersi "falso dichiarare che la stazione Tiburtina sia costata ai contribuenti 300 milioni. Come noto, dichiarato e pubblicato ampiamente dai media, la nuova stazione ponte, per la parte commerciale e di servizi alla clientela, è costata circa 140 milioni di euro, interamente coperti da un’operazione di project financing. Pertanto, neppure un euro è stato sborsato dai contribuenti per la realizzazione della stazione". 

"Come forse noto anche agli azionisti di Ntv – prosegue Rfi – nessun locale, immobile e, segnatamente, nessuna stazione nasce con spazi commerciali già operativi. Alla fine di novembre dello scorso anno, l’edificio di stazione è stato ultimato e quindi inaugurato. La gara lanciata da Rfi per l’individuazione del soggetto deputato alla gestione della stazione si è conclusa con l’assegnazione dell’incarico a Grandi Stazioni che sta entrando in questi giorni nella gestione operativa e commerciale. Una tempistica fisiologica. Fin dall’inaugurazione della nuova stazione, inoltre, sono garantiti tutti i servizi ferroviari ai viaggiatori che la utilizzano." 

Rfi non tollera neanche le dichiarazioni di Ntv sulla "gabbia" di Ostiense " la cancellata è sempre esistita; quando Ntv ancora non esisteva, l’immobile fu venduto da Rfi ai privati con la cancellata presente sul contratto per ragioni di sicurezza; e Ntv, quando ha liberamente scelto di prenderla in subaffitto, doveva saper quali erano i vincoli che soggiacevano sulla proprietà. Per queste ragioni – conclude Rfi – stiamo valutando ogni più opportuna iniziativa a tutela della nostra immagine e della correttezza del nostro operato". 

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Nella rete di Ntv anche l’architetto Paolo Desideri, ideatore del progettato della stazione Tiburtina, che ha affermato: "Trasferire le attività e le funzionalità della principale stazione d’Italia non è esattamente come fare un trasloco di casa", sottolinea anche "l’intreccio di responsabilità ed attori istituzionali che non sempre agevolano e velocizzano le decisioni. Innanzitutto vorrei precisare che l’inaugurazione è avvenuta non due anni fa ma a dicembre 2011 quindi sei mesi fa. Oltre alla realtà dello spazio fisico ce ne è una immateriale, ma non meno reale, fatta di attori istituzionali che non sempre sono d’accordo tra di loro. Il grande atrio con la stele a Cavour, ad esempio ha davanti una strada che rappresenta una incoerenza urbanistica: quel pezzo di tangenziale la deve demolire il Comune".

Desideri parla di "tempi tecnici necessari. Inoltre da un punto di vista commerciale bisogna incardinare i vecchi esercizi che avevano contratti con la vecchia stazione Tiburtina: sono soggetti privati e hanno un loro allestitore che sta portando a termine il lavoro. La parte che doveva fare Rfi è stata fatta – aggiunge – e continua ad essere fatta, come testimoniano le riunioni a cui partecipo. Ora restano i soggetti terzi".

L’architetto annuncia che "presto ripartiranno i lavori della piazza Ipogea; adesso che le biglietterie potranno essere ricollocate all’interno così come le funzioni commerciali, la piazza avrà un diverso assetto. Capisco la delusione di tanti – conclude – ma vorrei far capire a tutti che parliamo di operazioni complesse".


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