Nessuna antenna di telefonia mobile sarà installata sull’edificio Enasarco in via di Villa Pamphili

Lo ha annunciato il 21 ottobre il presidente del XVI Municipio Belllini
comunicato stampa - 22 Ottobre 2008

I cittadini di via di Villa Pamphili c’è l’hanno fatta: dopo giorni di presidio attivo, organizzato per contrastare il terzo impianto di telefonia mobile sopra l’edificio di proprietà Enasarco, il 21 ottobre hanno ricevuto la comunicazione del Presidente del XVI Municipio, Bellini, che li informava sulla acquisita sospensiva dei lavori, concordata con il gestore.

Si tratta sicuramente di una vittoria collettiva, di una piccola/grande conquista di civiltà, ottenuta con rabbia e determinazione ed a dispetto di tutti i pronostici, che davano per scontato l’ennesimo schiaffo alla dignità dei cittadini, in nome di interventi che la legge ha infelicemente classificato “opere di urbanizzazione primaria”.

Hanno pesato, per il conseguimento di questo epilogo, evidentemente alcune situazioni pregresse, tra cui gli impianti già collocati presso lo stesso sito, la cui moltiplicazione avrebbe determinato il formarsi di un polo elettromagnetico di dimensioni preoccupanti; la presenza, nelle immediate vicinanze, di ben due istituti scolastici, definiti dalla normativa “siti sensibili” e, dunque, meritevoli di preventiva tutela.
Il Coordinamento dei Comitati Romani, che da subito ha offerto il proprio fattivo sostegno ai cittadini riuniti in Comitato spontaneo, esprime viva soddisfazione per il risultato conseguito, che riscatta parzialmente la popolazione da decisioni calate dall’alto senza un preventivo e condiviso coinvolgimento del territorio, ponendola al riparo da ulteriori rischi di una eccessiva concentrazione di sorgenti elettromagnetiche.

Adesso, sostiene il Coordinamento, è necessario ed auspicabile che il Municipio si faccia carico di proseguire l’impegno intrapreso, predisponendo nel confronto con il gestore e l’Enasarco le condizioni affinché alla sospensiva segua un provvedimento definitivo di rinuncia per quel sito.

Solo così i cittadini avranno certezza che la loro battaglia non sarà stata solo un forzato momento aggregativo, ma un atto di legittima autodeterminazione.

Giuseppe Teodoro
Coordinatore dei Comitati romani contro l’Elettrosmog


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