Nomadi, Santori: “Il Piano non si ferma, ora chiudere la Monachina”

Il presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale: "Basta angherie e fumi tossici, non tocca ai romani essere obbligati a cambiare casa”
Enzo Luciani - 29 Agosto 2012

“Basta angherie. Non tocca ai romani essere obbligati a cambiare casa. Il Piano nomadi non si deve fermare, nonostante l’intervento del Tar sullo sgombero di Tor de’ Cenci. – ha dichiarato in una nota il presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale Fabrizio Santori – Andremo avanti fino a chiudere tutti i campi finora tollerati, in cui si stima, secondo i dati della Croce Rossa del 2008, risiedevano circa 2700 rom. Considerato il blocco su Tor de’ Cenci, il prossimo insediamento da sgomberare è quello della Monachina, che, pur ricadendo nel territorio del XVIII Municipio, fa sentire pesantemente la sua influenza anche sui quartieri di Massimina e Casal Lombroso, in XVI. Poi sarà la volta degli insediamenti di Schiavonetti (X Municipio), Foro Italico (II), Arco di Travertino (IX), Spellanzon (V) e Sette Chiese (XI). Luoghi di degrado e illegalità che dovevano essere chiusi già dalla metà del 2011, operazione che le pastoie burocratiche e il miope atteggiamento buonista di talune associazioni ha costretto a rimandare ulteriormente”. 

“Lo stop del Tar è solo un atto preliminare, la vera decisione sarà presa a settembr – conclude Santori – ci auguriamo allora i giudici ravvisino l’importanza fondamentale per i cittadini romani delle operazioni di completamento del Piano nomadi, sorretto da esigenze inequivocabili di ordine pubblico, legalità, igiene, sicurezza, decoro e tutela dell’ambiente, e, soprattutto, da una ferma e compatta volontà popolare, fatta di gente stufa di respirare fumi tossici di immondizie bruciate e di subire ogni sorta di soprusi”.


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