Occupazioni e tensioni a Roma, gli studenti al centro della protesta pro-Pal. Meloni: “Figli di papà dei centri sociali”

Il commento della premier dopo l'occupazione di Scienze politiche della Sapienza

Le bandiere cambiano, i cori si alzano e le aule si svuotano. Alla Sapienza di Roma il clima resta infuocato: dopo le occupazioni di Lettere e Scienze politiche, anche la bandiera dell’Unione Europea è stata sostituita con quella della Palestina, accendendo la polemica politica.

La premier Giorgia Meloni, in comizio a Lamezia Terme, non ha risparmiato parole dure: «Le forze dell’ordine devono perdere tempo con i figli di papà dei centri sociali che hanno sostituito la bandiera dell’Europa con quella della Palestina. E qui a sinistra ci sarà un cortocircuito».

Non meno netta la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, che ha contattato la rettrice Antonella Polimeni per chiedere aggiornamenti costanti e garantire che i responsabili dei danneggiamenti – tra cui le scritte “Free Gaza” e il lancio di vernice contro il Rettorato – paghino i costi di ripristino.

Ma la replica degli studenti non si è fatta attendere. “Non siamo figli di papà – ribattono da Cambiare Rotta siamo figli della stessa rabbia che ha portato migliaia di lavoratori a scioperare e bloccare armi e rifornimenti diretti a Israele”. Uno striscione, rivolto proprio alla ministra, recitava: “Gli studenti sfiduciano Bernini, ministra ora viecce a chiede i danni”.

La mobilitazione per la Palestina si allarga anche alle scuole: il liceo Cavour è stato occupato e trasformato in punto di partenza per un corteo fino al Colosseo in solidarietà con la missione della Global Sumud Flotilla.

A Pomezia, invece, gli studenti del liceo Pablo Picasso hanno preso possesso dell’edificio per denunciare le gravi condizioni strutturali della scuola.

Clima incandescente anche al liceo Manara di Monteverde, già al centro di episodi inquietanti: nei giorni scorsi ignoti hanno imbrattato muri e corridoi con svastiche e simboli neofascisti.

Una ferita che si aggiunge agli atti vandalici subiti negli ultimi mesi, dal blocco dei cancelli con la schiuma epossidica fino agli striscioni con minacce dal sapore antisemita.

Roma, insomma, è una città che ribolle. Da una parte la politica che invoca fermezza e condanna, dall’altra gli studenti che si dicono decisi a non abbassare la voce.

E intorno a loro, licei e università diventano il campo simbolico – e reale – di una battaglia che intreccia scuola, diritti, ideologie e memoria storica.


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Un commento su “Occupazioni e tensioni a Roma, gli studenti al centro della protesta pro-Pal. Meloni: “Figli di papà dei centri sociali”

  1. ISRAELE AIUTANDO L’UCRAINA, DA L’IDEA DI SCHIERARSI CON CHI FA SBANDIERARE AZOV ,BANDERA IMPREGNATI NAZISMO. LE PROTESTE ORA SONO UN MODO CHE ISRAELE HA SUPERATO LA LINEA ROSSA E AMBISCE A SUPERPOTENZA, QUANDO DOVREBBE STARE CON CHI…L’ARMATA ROSSA SCHIACCIO BERLINO ANTI SEMITA . ORA PROTESTARE E SCIOPERARE PER SCIOGLIERE I MOVIMENTI FASCISTI, NAZUSTI ETC SEMPRE STESSA FARINA SONO, SE I LORO SEGUACI ALZANO LA TESTA CHE FANNO I FIGLI DI PAPÀ CON LA SVASTICA NEL CUORE, È ORA DI RINTANARLI DI NUOVO NELLE TOPAIE. PROTESTE QUINDI GIUSTIFICABILI, QUANDO MANCANO A GAZA ANTIBIOTICI E SI DEVE AMPUTARE LE PROTESTE PROPAL SONO LEGITTIME. UN INIZIO ORA DI FARE COSI ANCHE PER LA SANITÀ PUBBLICA, CONTRO LA MAFIOSITA CHE IMPERVERSA SEMPRE PIÙ DALL”ABRUZZO IN GIÙ E PER I DIRITTI.

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