

I bagnanti: "Abbiamo rinunciato a Castel Porziano, niente chioschi, niente ombra, niente di niente"
Ostia, primi weekend di mare. Asciugamani stesi, bambini che corrono verso il mare, famiglie cariche di borse frigo e ombrelloni improvvisati. Ma qualcosa stona in questo inizio d’estate anticipata: non c’è un bagnino all’orizzonte, le docce sono spente, i servizi igienici chiusi.
E i chioschi? Nemmeno l’ombra. A Castel Porziano, come tra le spiagge libere di Ostia, i romani devono arrangiarsi. Anche quest’anno.
La stagione è cominciata, ma le spiagge libere del litorale sono rimaste al palo. Quelle assegnate a fine aprile attraverso un bando pubblico non hanno avuto nemmeno il tempo materiale per attrezzarsi.
Le altre, quelle rimaste senza concessionario, giacciono in stato di semi-abbandono. Una pulizia sommaria degli arenili è partita solo di recente, ma senza servizi minimi, il mare resta un miraggio amaro per chi non può permettersi uno stabilimento balneare.
«Veniamo qui da anni — racconta Marta, 42 anni, madre di due bambini — ma ora la situazione è peggio del solito. Nessuna fontanella, nessuna toilette. I bambini devono cambiarsi dietro un telo, come negli anni ’60. È surreale».

A pochi metri, un gruppo di ragazzi cerca riparo sotto un telo teso tra due pali improvvisati. Hanno portato tutto da casa: cibo, acqua, ombrellone, persino sacchetti per raccogliere i rifiuti. «Abbiamo rinunciato a Castel Porziano: niente chioschi, niente ombra, niente di niente», commentano.
A proposito di Castel Porziano: lì i famosi “Cancelli” sono chiusi alla somministrazione. Bevande e alimenti si portano da casa, punto.
Il motivo? La mancata autorizzazione dei chioschi esistenti, in attesa di un nuovo bando che però non arriverà finché non sarà bocciato formalmente un project financing mai decollato. La burocrazia si arrampica tra carte e silenzi, mentre la sabbia rovente attende risposte.
Nel silenzio della politica e nei ritardi della macchina amministrativa, a parlare sono solo le onde e il disagio dei romani. Una stagione iniziata senza chioschi né sicurezza, dove il mare è gratuito solo in apparenza, ma a caro prezzo di decoro e dignità.
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