Parco archeologico Serenissima: chi l’ha visto?

Emilio Giacomi - 26 Ottobre 2019

L’area presente nella periferia orientale di Roma Capitale e compresa tra il tratto urbano della autostrada A 24 a nord e la linea ferroviaria Roma Guidonia a sud, e tra Viale Palmiro Togliatti ad est e via di Portonaccio con il quartiere di Casalbertone ad ovest, riveste particolare importanza culturale per la presenza del tracciato sotterraneo dell’antico Acquedotto Vergine e di quello della Via Collatina Antica, di ville romane, di sepolcri, di antichi casali, e della vasta necropoli di età romana venuta alla luce alla fine degli anni 90 dello scorso secolo durante i lavori per la realizzazione della linea ferroviaria alta velocità Roma-Napoli.

Detta area presenta altresì notevole importanza ambientale perché costituisce un corridoio ecologico, non edificato, tra l’area della Cervelletta ricadente nella Riserva Naturale dell’Aniene ad est e il Comprensorio archeologico “Ad Duas Lauros” ad ovest, all’interno del quale ricade l’area dell’ex Snia Viscosa con la pineta ed il laghetto, la Villa dei Gordiani, il Comprensorio Casilino con Villa De Sanctis, il Mausoleo di sant’Elena e le sottostanti catacombe dei S.S. Marcellino e Pietro, il Parco archeologico di Centocelle, l’Acquedotto Alessandrino a Torpignattara e la Batteria di Porta Furba. All’interno dell’area, immediatamente ad est di Via dei Fiorentini è presente anche una piccola zona umida.

A seguito della realizzazione e messa in esercizio della nuova linea ferroviaria alta velocità Roma-Napoli, in data 28.2.2005 è stato stipulato un Accordo tra TAV e il Comune di Roma per la realizzazione di numerose opere di mitigazione socio-ambientale, tra le quali anche la realizzazione a cura e spese di TAV del Parco Campagna sui due lati di Via Fiorentini, esteso per 36 ettari in direzione di Casalbertone ad ovest e fino a via Grotta di Gregna ad est. Inoltre veniva prevista la realizzazione del parco archeologico Serenissima esteso per 4 ettari ad est della stazione FS Serenissima, in corrispondenza di Via Basiliano.

La realizzazione della galleria ferroviaria Serenissima, adiacente a via Spencer, aveva comportato la rimozione del tratto della Via Collatina antica lungo 160 metri venuti alla luce nel corso degli scavi. Il suddetto Accordo prevedeva infine la riallocazione dei basoli e delle pietre costituenti detto tratto di via consolare romana a cura e spese di TAV, secondo il progetto e le metodologie definite dalla Soprintendenza archeologica di Roma.

A quasi quindici anni di distanza non è stato realizzato né il parco campagna e neppure il parco archeologico Serenissima.  Nel frattempo l’area a ovest di via Fiorentini, nella quale si sarebbe dovuto realizzare anche il parco archeologico, sebbene entrata in possesso della TAV e poi di RFI, è rimasta in stato di abbandono e su di essa sono state sversate tonnellate di rifiuti di ogni tipo, determinando la formazione di estese discariche abusive.

A seguito di un rogo tossico sviluppatosi nell’area il 13.1.2019, in data 18.1.2019 l’area veniva sottoposta a sequestro giudiziario da parte della Polizia Locale di Roma Capitale.

Al momento i basoli e le pietre della Via Collatina antica giacciono tra i rovi e le discariche, in attesa di futura riallocazione. Nel frattempo le intemperie e gli anni hanno reso non più leggibili le targhette apposte su ogni singola pietra, rendendo così estremamente difficoltoso se non impossibile una loro risistemazione in conformità a come erano state scoperte.

A richiamare l’esistenza del parco archeologico Serenissima resta solo una targa indicatrice presente nelle scale della torretta di accesso ai treni presente sul lato orientale di Via dei Fiorentini, ormai vandalizzata e di fatto chiusa al pubblico.

Su questa gravissima situazione si stanno impegnando da tempo i cittadini organizzati nel Comitato “Il parco che non c’è”, per sollecitare la realizzazione di un parco destinato a salvaguardare i beni presenti ed a riqualificare ambientalmente i quartieri circostanti e l’intera periferia orientale. Recentemente il WWF Pigneto-Prenestino e la Sezione romana di Italia Nostra sono intervenuti nuovamente presso la Soprintendenza Speciale di Roma ed il Mibac per segnalare la situazione e per sollecitare l’adozione dei necessari provvedimenti di tutela nei riguardi dei beni culturali ed ambientali presenti, anche attraverso l’apposizione del vincolo archeologico e paesistico.

 

Emilio Giacomi


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