Progetti di riqualificazione agricola nella Valle della Caffarella

La Regione ha stanziato 2,5 milioni per il restauro del casale della Vaccareccia. Proposto un modello di Sviluppo Agricolo e Sostenibile nel parco
di Alessandra De Salvo - 14 Dicembre 2008

 1) Il convegno sulla Valle della Caffarella. Da sinistra a destra: Lorenza Accettella, Rappresentante del Comitato per il parco; Luigi Nieri, Assessore al Bilancio della Regione Lazio; Susana Fantino, Presidente del Municipio IX; Daniela Valentini, Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio; Paolo Brogi, giornalista del Corriere della Sera; Andrea Catarci, Presidente del Municipio XI.
2-3) L’intervento di Luigi Nieri, Assessore al Bilancio della Regione Lazio. Sullo sfondo le immagini della Caffarella.
Foto di Federico Ridolfi

Si è svolto martedì 2 dicembre presso il Teatro Don Orione di via Tortona il Convegno sulla Valle della Caffarella promosso dal IX Municipio per aprire un tavolo di confronto ed avviare un percorso condiviso con i molteplici protagonisti del processo di riqualificazione della Valle: i Municipi IX e XI, la Regione Lazio, l’Ente Parco Appia Antica, le Sovraintendenze, il Comitato e i cittadini. Grande assente il Comune di Roma e il suo Assessore all’Ambiente Fabio De Lillo che avrebbe invece dovuto giocare un ruolo di primo piano.

Ad oggi la questione più scottante riguarda il restauro del Casale della Vaccareccia per il quale la Regione Lazio ha già stanziato 2,5 milioni di euro. Durante il suo intervento Luigi Nieri, Assessore al Bilancio della Regione, ha chiesto che i fondi, già arrivati al Comune vengano trasferiti al più presto al Municipio in modo da far partire le necessarie operazioni di restauro, “Non dobbiamo permettere che il percorso intrapreso venga interrotto. Il Comune deve ora darci delle risposte”.

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E’ importante che il parco ed i suoi casali vengano al più presto restituiti ai cittadini in modo da far partire le iniziative volte a rendere la Valle della Caffarella un polo agricolo e turistico.

Il parco della Caffarella, compreso tra le Mura Aureliane, la via Latina, Via dell’Almone e la Via Appia, è ricco di beni archeologici (casali, torri medievali, cisterne e templi), di risorse naturalistiche (vi sono circa 5000 specie naturali) e di una grande tradizione agricola. Su di esso si estendeva in passato la rigogliosa campagna romana.

E proprio nel rispetto delle peculiarità storiche del parco e per una continuità d’azione tra presente e passato è nato il progetto di riqualificazione agricola della valle. L’Assessorato all’Agricoltura della regione Lazio ha redatto insieme al Comitato per il Parco della Caffarella uno Studio Preliminare per un modello di Sviluppo Agricolo e Sostenibile nella valle che, se attuato, rappresenterebbe un progetto pilota per tutta Europa. Il progetto prevede la destinazione di una parte della valle ad uso agricolo ed una molteplicità di proposte da vagliare quali: l’apertura di un mini caseificio, la costituzione di punti vendita per prodotti d’eccellenza con marchio del parco, la creazione di Agri-nido (per bambini), l’istituzione di un centro anziani con un orto autogestito che potrebbe contribuire al sostentamento degli stessi.

Un primo orto è già stato avviato in via sperimentale dal Comitato per il Parco della Caffarella e dall’Associazione Humus Onlus. Si tratta di un orto didattico dedicato ai bambini che, aiutati dai volontari delle associazioni, hanno già piantato cavoli, broccoli, insalata e seminato il grano.

L’avviamento dell’intera iniziativa, ha dichiarato Daniela Valentini, Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, verrebbe finanziato mediante il Piano di Sviluppo Rurale in cui rientra anche Roma con le sue 5.000 aziende agricole e i suoi 70.000 ettari di terreno agricolo: “Questo progetto può rappresentare un bell’esempio di un’agricoltura che dà reddito, un esempio di come l’Agricoltura possa dare alla città quell’ossigeno di cui ha bisogno per sopravvivere in una situazione già ampiamente compromessa dall’inquinamento e dalla cementificazione. Tornare alle nostre radici ed ideare soluzioni di parchi agricoli all’interno dei parchi cittadini può essere una soluzione. Basta con il degrado è ora di riattivare la vitalità dei parchi grazie all’agricoltura”.


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