Pup fiction Due. La continuità di Alemanno

Il nuovo Piano parcheggi capitolino uguale a quello della giunta Veltroni
di Aldo Pirone - 6 Novembre 2009

Nella puntata precedente (https://abitarearoma.it/index.php?doc=articolo&id_articolo=15053) abbiamo visto che i Pup andrebbero ripensati.

Per far fronte al problema dei parcheggi oltre ad attuare una politica di incremento del mezzo di trasporto pubblico su ferro (metropolitane, treni, tram, corridoi di mobilità, car sharing ecc.) per diminuire l’uso, e anche il possesso, dell’auto privata bisogna trovare soluzioni idonee che liberino strade e marciapiedi dalle macchine in sosta. Non è una cosa semplice in una città dove siamo a 978 auto per ogni 1000 abitanti.

E non c’è la bacchetta magica di un’unica soluzione. C’è da mettere in atto un insieme di provvedimenti: razionalizzazione dei parcheggi con l’aumento il più possibile di quelli a spina; riduzione in generale della produzione di auto grandi (mezzi più piccoli e meno invadenti oltre che ecologici e meno energivori); e poi la realizzazione nei quartieri densamente popolati di aree di rimessaggio talmente vaste da incidere sensibilmente sulla soluzione del problema. I Pup fondati sul box costoso e chiuso agli sguardi, facile nel tempo al cambio di destinazione d’uso andrebbero superati.

Bisognerebbe tornare ai grandi garages meno costosi e più trasparenti. Sempre a pagamento e pertinenziali ovviamente, ma certo più accessibili anche nel costo del posto auto. Bisogna certamente continuare a scavare, ma con un’ottica diversa. E poi occorrerebbe anche costruire grandi rimessaggi in altezza. A New York quando si vedono gli immensi grattacieli bisogna sapere che non solo nel sottosuolo ma anche i primi piani di quelle torri sono adibiti a garages proporzionati agli utenti di quei palazzi: siano essi impiegati o abitanti. Anche a Roma, dove scavare nel sottosuolo è sempre un problema molto più grande che in altre città per evidenti ragioni archeologiche, occorre entrare nell’ottica del silos per auto, del parcheggio multipiano, del palazzo garages.

Invece si continua a programmare i Pup. Perché? Per pigrizia mentale? Certo anche per questo. Ma anche per consolidati interessi economici, anche elettorali, che passano da una giunta all’altra senza colpo ferire.

L’ultimo piano parcheggi varato dalla giunta Alemanno è identico se non più esteso di quello già programmato dalla giunta Veltroni che, a sua volta, lo aveva ereditato ampliandolo da quella Rutelli. Ma se il passaggio Rutelli-Veltroni era politicamente comprensibile, stesso colore politico di centrosinistra, quello fra Veltroni ed Alemanno risulta meno intelligibile perché il colore dello schieramento subentrante è di destra. Per carità il colore politico diverso non dovrebbe ostacolare. In fondo se una cosa è buona è giusto che non venga dismessa da chi, prima all’opposizione, conquista il governo della città. Il fatto è che i Pup erano stati una delle bestie nere su cui si erano appuntati gli strali del centrodestra versione oppositoria. Strali non solo appuntati ma anche appuntiti se è vero come è vero che in diversi quartieri della città molte mobilitazioni contrarie dei cittadini erano state capeggiate dall’allora opposizione. Dalla Balduina a Garbatella, da Talenti a Grotta Perfetta. Luca Aubert, per esempio, coordinatore di Forza Italia del XVII Municipio il 16 novembre 2006 gridava addirittura con voce stentorea a proposito del Pup di via Oslavia: ‘’Ci deve scappare il morto per far capire alla Giunta Veltroni che bisogna ripensare il Piano Urbano Parcheggi nella sua interezza, non solo in Prati ma in tutta Roma?". Nel programma elettorale di Alemanno la sigla Pup nemmeno compariva. Si parlava di parcheggi a rotazione, a raso, multipiano, di scambio, di prossimità ecc.

Che cosa è successo? Perché quella voglia pugnace si è acquietata nella più piatta e panciafichista assunzione del dejà vu? Perché la conclamata e virile discontinuità si è trasformata, nel caso dei Pup, nella più piatta sottomissione all’antico? Non si sa. Si sa solo che la disputa politica sui Pup ha assunto tratti alquanto divertenti, in verità ormai consueti nel panorama politico italiano. Da una parte il Sindaco Alemanno come se niente fosse, o fosse stato, annuncia 36 cantieri in partenza per oltre novemila posti sotterranei entro il 2011, dall’altra il consigliere Panecaldo del PD, delegato nella precedente giunta Veltroni alla realizzazione dei Pup risponde, piccato, ‘’Alemanno si limita a elencare opere previste e avviate dall’amministrazione di centrosinistra’’. Un fiero ed oppositorio scontro di gelosia. Continuità appunto.

 (2 continua)

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