Quando cadde il muro avevo sette anni

Festeggerò il mio 9 novembre quando nel mio paese saranno stati abbattuti i muri del precariato, delle famiglie che non arrivano a fine mese...
di Andrea Managò - 9 Novembre 2009

E’ partita la gara a chi la spara più grossa per farsi riconoscere nel ricordare che domani saranno passati 20 anni dalla caduta del muro. Ricordo a malapena le immagini alla televisione. Ceaucescu che veniva fucilato insieme alla moglie, quello si, me lo ricordo come se fosse ieri.

Tutti parlano, rievocano, commentano, l’importante è dire o scrivere qualcosa: la sostanza non è richiesta. Allora mi faccio coraggio, sfioro i tasti e provo a dire la mia. Chiudo gli occhi, ricordo, allora avevo 7 anni, vedevo in tv gente allegra. Erano vestiti con giacche di misure sempre troppo larghe o con minuscoli cappotti dalle maniche corte, avevano tagli di capelli improponibili. Sembravano proprio felici mentre picconavano quella parete di cemento. Ripenso a Berlino, ci sono stato un paio di anni fa: i ragazzi vanno via di casa a 18 anni, lo Stato li sovvenziona nel pagarsi l’affitto di casa e l’università.

Riapro gli occhi, ho 27 anni, sono in Italia e di muri in questi 20 anni ne ho visti crescere per chilometri e chilometri. La cortina di ferro è crollata sotto i colpi di piccone, qui ricresce, più alta di prima: è fatta di cose non materiali. E’ un muro spesso, tirato su da mattoni come il precariato, le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, le lacune sostanziali nella pratica del libero pensiero. Festeggerò il 9 novembre come un momento di progresso nella ricerca della liberà quando nel mio Paese le persone nate al tramonto della guerra fredda potranno essere libere di non farsi rovinare la vita da stipendi da fame, affitti da strozzinaggio e dalla diffusa mentalità clientelare.

Non ci sarà partito, sindacato o associazione che tenga ad aiutarmi nella mia ricerca della libertà di vivere la vita in modo dignitoso, sono troppo impegnati in un vano sforzo di autoconservazione. Dovrò rimboccarmi le maniche e fare tutto da solo. Festeggerò il mio 9 novembre quando sarà riuscito ad abbattere questi muri.


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