Retromarcia in Regione sulle “golf cart” turistiche: ritirata la sanatoria dopo il muro di taxi e Ncc

Stop alla Pisana al pacchetto di norme inserito nella proposta di legge 247. Il provvedimento mirava a legalizzare le mini-navette elettriche nel centro storico

La deregulation del trasporto turistico leggero, almeno per il momento, si ferma alle porte della Pisana.

Nel corso della seduta del Consiglio regionale del Lazio di mercoledì 27 maggio, l’amministrazione ha disposto il ritiro formale del pacchetto normativo che mirava a introdurre e disciplinare una nuova categoria di vetture destinate alla mobilità dei visitatori.

Si tratta di una retromarcia strategica che congela un dossier rovente, capace di innescare nei mesi scorsi un durissimo scontro frontale tra i vertici istituzionali, i sindacati di categoria e gli imprenditori del settore.

Il provvedimento stralciato era inserito all’interno della proposta di legge numero 247.

L’obiettivo della maggioranza era modificare l’attuale regolamento del trasporto pubblico locale (TPL), allargando i confini operativi delle tipologie di servizio autorizzate attraverso l’istituzione formale delle cosiddette “Golf Cart”.

Il piano per le navette elettriche e il fronte del “No”

La norma prevedeva la regolarizzazione di veicoli elettrici atipici e leggeri, caratterizzati da una capienza massima di nove passeggeri (compreso l’operatore alla guida).

Questi mezzi avrebbero dovuto muoversi lungo itinerari prestabiliti e validati dai singoli municipi, con finalità puramente ricreative, panoramiche e culturali.

Una descrizione che calzava a pennello sulle centinaia di “golf cart” elettriche che da anni si muovono, spesso in un limbo normativo, tra i monumenti del centro storico di Roma.

L’ipotesi di una legittimazione di queste micro-vetture ha tuttavia cementato l’opposizione delle sigle sindacali del trasporto pubblico non di linea.

Per settimane, i rappresentanti dei tassisti e dei conducenti di Ncc (Noleggio con Conducente) hanno esercitato forti pressioni sulla Pisana, paventando il collasso del mercato e l’insorgere di evidenti squilibri concorrenziali.

Il timore principale era che i Comuni potessero concedere autorizzazioni e percorsi troppo permissivi, generando una sovrapposizione selvaggia con le licenze e i servizi tradizionali già attivi sul territorio.

immagine di repertorio

Una vittoria per i sindacati, ma il vuoto normativo resta

Lo stralcio della norma viene salutato come una netta vittoria dai sindacati di base e dalle associazioni degli autisti, che vedono sventato il rischio di una concorrenza parallela.

Tuttavia, il passo indietro della Regione Lazio lascia irrisolto il problema della gestione dei mezzi a impatto zero per i turisti, la cui presenza è in costante aumento nei quadranti centrali della Capitale.

La questione laziale si inserisce in un contesto nazionale frammentato. Altre realtà territoriali a forte trazione turistica, come la Toscana, hanno scelto una via diametralmente opposta, introducendo rigidi tetti numerici e severe limitazioni d’accesso per le golf cart all’interno delle zone a traffico limitato e di rilevanza storica.

Con l’archiviazione della norma della legge 247, la Regione Lazio sceglie la via della prudenza, ma il confronto sulla ridefinizione della mobilità turistica nei centri storici è solo rimandato.

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