“Riqualificare il Parco Archeologico di Centocelle”

Redazione - 20 Febbraio 2019
Centocelle, l’evoluzione dell’imprenditoria locale

Il Parco Parco Archeologico di Centocelle è una delle aree verdi più grandi di Roma, ben 126 ettari di terreno, tutti sottoposti al vincolo di tutela archeologico e monumentale, di cui la maggior parte di proprietà comunale.

Nel Parco di Centocelle tracce della storia della Roma antica purtroppo convivono con veleni e rifiuti interrati, tanto che un sopralluogo nell’area delle ex fungaie effettuato dai Vigili del Fuoco nel 2017 – a seguito di un incendio covante, senza fiamme, innescato da processi di autocombustione – con la conseguente movimentazione a seguito degli scavi del terreno, ha portato alla luce la presenza di rifiuti e materiali di risulta in stato di abbandono, stratificati nel sottosuolo, rendendo immediata la necessità di una bonifica complessiva di gran parte della superficie del Parco.

“Da anni – dichiara in un comunicato Francesco Figliomeni, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia e vice presidente dell’Assemblea Capitolina – stiamo seguendo la vicenda del parco, con tutte le criticità che si sono succedute, e nel tempo abbiamo presentato esposti, interrogazioni e mozioni che purtroppo non hanno sortito nessun effetto da parte dell’Amministrazione grillina. Una situazione intollerabile in cui diverse criticità si sommano, dai rifiuti interrati alle falde acquifere e suolo inquinati senza tralasciare gli autodemolitori contro i quali ci si è accaniti senza delocalizzarli e senza tutelare i diritti, tutte questioni che rendono il parco invivibile per le condizioni igienico-sanitarie al limite per circa 700.000 romani che risiedono nei quartieri adiacenti.

“Ma visto che non ci diamo per vinti, anche su richiesta dei comitati e cittadini che vivono nella zona, abbiamo presentato ulteriori atti in Consiglio ed un’altra interrogazione anche perché, a 2 anni esatti dall’Ordinanza del Sindaco Raggi (sulla bonifica del terreno, N.d.r.), sostanzialmente ancora nulla si è mosso e questa amministrazione non è ancora riuscita a compiere un passo concreto con i cittadini che chiedono chiarimenti sull’utilizzo dei 500mila euro stanziati nel bilancio capitolino per la bonifica.

“Con questo nuovo atto – conclude Figliomeni – abbiamo chiesto all’Amministrazione capitolina le motivazioni dettagliate che hanno portato al blocco delle attività oggetto della Convenzione stipulata tra il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale ed il Dipartimento di Ingegneria Civile Edile ed Ambientale dell’Università di Roma “La Sapienza” che, secondo il documento rilasciato da quest’ultimo, sarebbero inspiegabilmente ferme al 7 marzo 2018 a causa di mancati riscontri da parte dell’Amministrazione. E ciò se il Sindaco non vorrà rendersi inadempiente alle responsabilità di garante della tutela della salute dei cittadini e dei luoghi, al fine di approfondire le analisi aumentando le aree campionate e quali azioni si intendono mettere in campo al fine di avviare le pratiche per la bonifica del sito, visto che per il Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006) scatta l’obbligo di bonifica in caso di accertata contaminazione”.

 


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