Riscaldamento dal legno: gigante sconosciuto

Il 27 febbraio 2019 si è svolto a Roma il convegno “L’Italia che Rinnova: il calore verde che nasce dal legno”, per ribadire il suo primato tra le energie rinnovabili
Riccardo Faiella - 2 Marzo 2019

Un fulmine che colpisce un albero. Lava incandescente che fuoriesce dal cratere di un vulcano. Due ipotesi sulla scoperta del fuoco da parte dei primi ominidi. Da allora, l’elemento fuoco è stato per l’uomo una importante fonte di luce e calore ed essenziale nella cottura dei cibi.

Il 27 febbraio 2019 Lega Ambiente, AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), Risorsalegno, ANFUS (Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini) e Assocosma (Associazione nazionale costruttori stufe ad accumulo) hanno organizzato a Roma, il convegno “L’Italia che rinnova: il calore verde che nasce dal legno”. L’incontro aveva lo scopo di far emergere una realtà poco conosciuta: il legno occupa il primo posto tra le fonti di energia rinnovabili e rappresenta la seconda fonte di riscaldamento per le famiglie italiane.

«Un settore dalle radici antiche – ha spiegato Marino Berton, Direttore generale di AIEL – ma che punta all’innovazione. Il riscaldamento a legna, cippato e pellet, si presenta raccogliendo la sfida della qualità, per aumentare l’efficienza di apparecchi domestici e caldaie, per abbattere le emissioni e per confermare il proprio ruolo primario tra le fonti rinnovabili».

Anche Edoardo Zanchini, Vicepresidente di Legambiente, parla di innovazione e sviluppo e di risposte concrete ai problemi di produzione da fonti rinnovabili e di lotta all’inquinamento atmosferico.

Infatti, proprio sul fronte delle emissioni, i vecchi impianti di riscaldamento domestico a biomasse sono stati responsabili dell’inquinamento dell’aria. Con gli impianti di nuova generazione il problema è stato risolto, con un abbattimento delle emissioni inquinanti fino all’80%.

L’uso del legno, oltre a combattere l’effetto serra e ridurre la nostra bolletta di riscaldamento, è fondamentale per la difesa e la valorizzazione del nostro patrimonio boschivo.

Di recente il comparto dell’industria italiana del riscaldamento domestico, che vanta un giro d’affari di quattro miliardi di euro e trentamila addetti, ha sottoscritto un Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e la Regione Lazio.

Riccardo Faiella


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