Roma, Carlo Verdone va in soccorso della cultura: nel sito Unesco più spazio per le librerie

Lunedì 17 novembre, il “sindaco per un giorno” ha approvato una memoria di giunta, che prevede alcune deroghe ai regolamenti per le piccole librerie

Un gesto simbolico, ma dal peso concreto per chi ogni giorno lotta per restare aperto.

Nel suo unico, intenso giorno da sindaco, Carlo Verdone ha voluto lasciare un segno proprio lì dove batte uno dei cuori più fragili – ma più preziosi – della città: nelle piccole librerie indipendenti, che resistono tra affitti alti, piattaforme online e concorrenza delle grandi catene.

Durante la seduta di Giunta di lunedì 17 novembre, il “sindaco per un giorno” ha approvato una memoria destinata a cambiare la quotidianità di tanti librai romani.

Una misura che, con un semplice ma significativo passo avanti, permetterà anche alle librerie più piccole di posizionare tavolini e sedie all’esterno e di somministrare cibi e bevande, trasformando questi spazi in luoghi di incontro, lettura e socialità.

Oggi, per la normativa vigente, le librerie rientrano tra le “attività tutelate” e sono vincolate a regole piuttosto rigide:

– almeno il 75% della superficie deve essere dedicato alla vendita di libri;

– l’attività deve svolgersi in locali non inferiori a 100 mq per essere considerata libreria a pieno titolo;

– per offrire anche solo un caffè ai clienti servono almeno 180 giorni di apertura, una superficie dedicata alla somministrazione non oltre il 10% e soprattutto spazi non separati né accessibili direttamente dalla strada.

Con la memoria approvata da Verdone, però, si apre finalmente una breccia. Il Comune introdurrà deroghe mirate per sostenere i librai e rendere le loro attività più competitive e attrattive.

Le novità principali sono tre:

1. Osp anche per le librerie più grandi

Quelle che già possono somministrare (ossia con almeno 100 mq di superficie dedicata ai libri) potranno richiedere una regolare concessione di occupazione del suolo pubblico secondo le modalità del nuovo regolamento sulle Osp.

2. Via libera alla somministrazione anche per le librerie tra i 50 e i 99 mq

Un cambiamento atteso da anni: per queste realtà più piccole sarà possibile servire cibo e bevande, pur con un tetto massimo dedicato alla somministrazione. Anche loro potranno chiedere l’Osp e allestire tavolini esterni, trasformando la libreria in un piccolo salotto culturale di quartiere.

3. Una apertura anche nel sito Unesco

Le librerie situate nel prezioso perimetro del sito Unesco – finora bloccate da numerosi vincoli – potranno ottenere concessioni di suolo pubblico per attività culturali, purché non svolgano somministrazione. Un modo per valorizzare spazi iconici senza snaturarne la vocazione.


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