Studio d’Arte Candeloro, bottega artigiana dal 1968

In via Tor de Schiavi 151D, a Centocelle, un esempio eccellente di trasmissione di un'arte e di saperi di padre in figlio
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 2 Febbraio 2013

E’ una gioia per gli occhi vedere all’opera nella loro bottega artigiana di corniciaio Dino (il padre) e Massimo (il figlio) Candeloro, in via Tor de Schiavi 151D, a Centocelle, un esempio eccellente di trasmissione  di un’arte e di saperi di padre in figlio. Ed eccoci all’intervista.

Dino, raccontaci in sintesi le tappe più importanti della storia della vostra attività? 

La decisione di dare vita a questo studio d’arte ha preso avvio nel 1968, quando con l’aiuto dei miei genitori che mi hanno prestato del denaro, ho potuto intraprenderla. Con il loro aiuto (ho poi restituito il prestito sdebitandomi), sono riuscito a mettere in piedi un’attività in cui potevo finalmente praticare la mia più grande passione quella della pittura. Ero infatti specializzato in ritratti. Sin da subito ho dato tutto me stesso a questo laboratorio. Ero sempre presente e difficilmente riuscivo ad allontanarmi dal lavoro. Purtroppo però, visto che i miei figli non mangiavano quadri, mi sono dovuto dirigere verso il settore delle cornici.

Come si presentava allora la zona?

Non era precisamente una zona commerciale, anzi addirittura si vedevano passare ancora i carri con i cavalli sulla strada, attorno c’era ancora la campagna. Passava solo ogni tanto qualche persona che, un po’ scettica sulla mia resistenza, buttava un’occhiata a quello che facevo. Ma io non mi sono scoraggiato e con tanta forza di volontà sono riuscito ad arrivare dove sono ora, creandomi una clientela ed una notorietà. Devo naturalmente dire grazie anche al sostegno di mia moglie, ora insegnante in pensione, che ha contribuito a non far mancare mai nulla alla mia famiglia. 
Ancora adesso viene a trovarmi qualche cliente di quei primi tempi difficili che mi porta in visione qualche ritratto di famiglia realizzato da me, e questo mi rende davvero orgoglioso.

Massimo, come è stata l’esperienza di lavoro con tuo padre?

Sono cresciuto in questo laboratorio, ne ho respirato gli odori e gli umori, ho rubato il mestiere con gli occhi. Sono stato sempre presente, anche se non mi si vedeva perché non arrivavo, come altezza, ancora al bancone. Mi piaceva tanto osservare il modo in cui lavorava mio padre. Penso perciò che la mia scelta di lavorare con lui sia stata una decisione venuta in modo naturale. Infatti, subito dopo la scuola, ho anche avuto altre esperienze lavorative, ma poi sono tornato qui. Devo dire che mio padre mi ha trasmesso una vera passione per questo lavoro e per questo gli sono doppiamente debitore per avermi formto sia come uomo che come artigiano.

Qual è il segreto del successo del vostro laboratorio?

Senza dubbio la passione, la professionalità e riuscire ad educare il cliente al bello, senza mai peccare di presunzione. Importante è anche essere onesti nel rapporto con i clienti, nel lavoro, mai camuffare o nascondere le magagne perchè il cliente avrà sempre in visione il nostro lavoro e quindi non bisogna fornirgli l’occasione di pentirsi di aver scelto di affidare una cornice o un quadro al nostro laboratorio. Concepire il lavoro in questo modo ci ha permesso di realizzare lavori dai più semplici a quelli più complessi e prestigiosi come quelli svolti per la Galleria d’Arte Moderna e per il Vaticano. 

Dino, ci regali un aneddoto particolare legato all’esperienza in laboratorio? 

Un giorno stavo decorando una cornice per il Papa, quando entrò nel locale un colombo che si poggiò su quel cavaletto e li rimase tranquillo. Io continuai il mio lavoro scambiando ogni tanto qualche battuta con l’animale. E così per un paio d’ore, fino al momento della chiusura quando lo presi per portarlo fuori e solo allora mi accorsi che era ferito. Lo portai subito dal veterinario qui a fianco e l’indomani il colombo prese di nuovo il volo. L’arrivo di quel colombo proprio nel momento in cui stavo lavorando per il Papa lo presi come un segnale misterioso ed ancora adesso non riesco a capirne l’associazione, ma questo episodio lo conservo sempre nel mio cuore.

Come è cambiato il quartiere dal momento dell’apertura del laboratorio?

Dino: Un tempo era un quartiere dormitorio senza alcun assetto commerciale. Quando decisi di aprire qui tanti mi presero per un pazzo ma la passione e l’amore per la professione mi diedero la forza di andare avanti. Oggi il quartiere ha tutto un altro tono ed una maggiore centralità.

Massimo: Io sono nato e cresciuto a Centocelle, quindi noto il forte cambiamento avvenuto a livello di persone, traffico, movimento, servizi. E’ molto migliorato e può continuare a migliorare perché si è sempre distinto per essere un quartiere che ha tanto da dire e che è pieno di vivacità culturale.

Pensate che l’arrivo della Metro C porterà delle trasformazioni nel quartiere?

Sicuramente Centocelle si sta preparando all’arrivo della Metro C con piccoli interventi che permettono di renderlo più funzionale. Possiamo sperare che il trasporto su ferro possa incrementare l’afflusso di persone che arrivano da fuori Roma. Per forza di cose farà bene al quartiere offrendo nuove opportunità ai cittadini.

Quale consiglio vi sentite di dare ai governanti per superare questo momento di crisi?

Dino: Consiglio ai governarti di smettere di parlare tanto e di fare più fatti. Sarebbe necessario dare la possibilità alle piccole aziende artigiane di assumere del personale, senza eccessivi oneri, e formare i più giovani aprendo delle scuole per riportare in auge dei mestieri antichi che stanno scomparendo, in maniera dissennata. 
Massimo: Anche per me sarebbe bello avvicinare gli anziani ai giovani in modo da trasmettere le diverse esperienze lavorative. Mio padre ha tramandato la sua professione a me, ma molti artigiani sono stati costretti a chiudere perché nessuno voleva continuare la loro tradizione. I mestieri artigianali potrebbero essere una valida alternativa per i giovani, rispetto alla chimera del posto fisso o ad un’eventuale fuga all’estero. 


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