Teodonio e ‘Li romani in Russia’ di Elia Marcelli al Casale Nardi

Il poema è ritenuto una delle creazioni più rilevanti della letteratura italiana della seconda metà del Novecento
di Federico Carabetta - 27 Gennaio 2010

Dopo venti anni dalla prima edizione del libro ‘Li romani in Russia’, autore Elia Marcelli (1915-1998), il poema, che è ritenuto una delle creazioni più rilevanti della letteratura italiana della seconda metà del Novecento, torna ad essere pubblicato a cura di Marcello Teodonio.

Lo stesso Teodonio lo presenterà il 2 febbraio prossimo alle ore 17,00, nella grande sala conferenze della Biblioteca di Casale Nardi a via Grotte di Gregna.

La straordinaria composizione poetica marcelliana è il racconto della spedizione dei soldati italiani in Russia e della tragedia immane che li coinvolse nei suoi esiti disastrosi.

Marcelli vi partecipò tra il 1939 e il 1943 come sottotenente di complemento, coniugando l’impegno militare con l’attività volontaria di alfabetizzazione di numerosi soldati.

Ferito e invalido di guerra, venne decorato di Medaglia al Valor Militare e Croce al Merito di guerra.

Alla fine del conflitto, Marcelli vorrà tramandare le angosce e i dolori subiti in una guerra che costò la vita ai suoi compagni d’arme ed a più di 200mila soldati italiani dell’ARMIR.

Lo farà con la lingua a lui più congeniale e parlata pure dagli stessi eroici protagonisti, il dialetto romano, l’unico capace di rappresentare fino in fondo l’immane tragedia di quella vicenda.

Marcello Teodonio, che abbiamo spesso ascoltato nelle sue dotte e piacevoli conferenze su Giuseppe Gioacchino Belli al Casale della Cervelletta, è uno dei massimi esperti e fondatore del Centro Studi sul grande poeta romanesco. Teodonio è pure membro autorevole dell’Istituto Nazionale di Studi Romani e del Gruppo dei Romanisti nonché presidente del premio letterario “Roma nel Novecento”.

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L’occasione è da non perdere assolutamente.

Nella foto, Marcello Teodonio che declama Gioacchino Belli nella Sala nobile della Cervelletta.


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