Timar, dal 1980 l’autoscuola di Tor Tre Teste

Una realtà storica per i patentati del quartiere
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 23 Ottobre 2012

Siamo nell’Autoscuola Timar in via via Roberto Lepetit 75 per intervistare il simpatico titolare Domenico Ianniello che ci accoglie con il suo radioso e cordiale sorriso.

Signor Mimmo, può raccontarci in sintesi la storia della sua autoscuola?

La mia avventura prende vita quasi per un puro caso. Ero un giovane studente proveniente da un altro contesto e mi sono trovato catapultato in quest’ambiente perché fui ritenuto idoneo per poter risollevare questo genere di attività. L’autoscuola è nata nel 1980 da una costola della Partenope di via Teano, ceduta in seguito ad una società formata da due signore.

Laboratorio Analisi Lepetit

Perché il nome Timar?

Deriva dalle due signore che si chiamavano Tiziana e Maria, da cui il nome Timar dalle iniziali dei loro nomi. A proposito, per completare il racconto, le due si sono separate dopo poco tempo. Così sono subentrato io portando avanti questa realtà, divenuta Timar 2000 dopo la mia acquisizione di una parte delle quote della società. Come dicevo prima, nel momento in cui ho iniziato a lavorare all’interno di questa autoscuola ero solo uno studente, ma sono stato travolto da questo mondo decidendo così di lasciare gli studi e dedicandomi anima e corpo alla Timar.

C’è un segreto particolare nel successo della ditta?

L’importante è essere sempre disponibile con i clienti e mantenere la parola data, senza fare giochetti facili per arricchirsi alle spalle dei clienti. Perché il cliente ci mette molto tempo prima di parlare bene di te, ma pochissimo per stroncarti. Fortunatamente sono in molti a ricordaci con affetto e spero che siano sempre meno i detrattori. Comunque noi cerchiamo sempre di fare del nostro meglio per la preparazione ed il conseguimento della patente senza mai regalare niente a nessuno. Quando un nuovo automobilista riesce a prendere la patente significa che, anche se in quel momento non è un gran guidatore, sicuramente è idoneo per andare su strada.

Come ricorda il quartiere al momento della fondazione della ditta?

Quando sono arrivato a Tor Tre Teste c’era molto verde e pochi negozi. Poteva perciò essere definito un quartiere dormitorio. Adesso si è integrato maggiormente con le zone circostanti, anche se, purtroppo, non si è evoluto nell’aspetto del commercio come in altri quartieri limitrofi. Comunque con lo spostamento delle periferie al di fuori dal raccordo, senza troppi meriti propri, siamo diventati di fatto un quartiere semi-centrale. Questa situazione non ci sta però aiutando sul piano della viabilità. Infatti siamo diventati un’area di transito con un grande aumento del traffico e questo rappresenta un grosso problema per noi.

Come si è evoluto il comportamento di chi guida?

Parlando da istruttore ho notato che, con l’avvento delle nuove norme sul regolamento stradale, si è creato uno spartiacque tra gli automobilisti più aggressivi e quelli più timorosi. Questi due gruppi quando si incontrano su strada creano qualche piccolo problema. Ma comunque dopo riescono ad integrarsi in maniera civile e senza grosse difficoltà.

E’ cambiato e, se sì, come il comportamento dei clienti?

Forse non sono stati i ragazzi che hanno mutato il loro comportamento con il passare degli anni, ma con tutta probabilità posso essere anche stato io a cambiare visto che quando ho iniziato ero un quasi un ragazzino. I clienti continuano ad impegnarsi e a dare il massimo per conquistare la loro patente. Sono diminuite le signore che vengono in età avanzata a conseguire questo titolo e,  con la loro scomparsa, gli introiti si sono leggermente abbassati. Adesso gli “analfabeti dell’auto” stanno scomparendo. Entro i 18-20 anni tutti prendono la patente, purtroppo si nota un invecchiamento del quartiere. Quindi sempre più spesso ci troviamo a lavorare con la terza generazione. Si entra in un ambito che abbraccia più generazioni dal nonno sino al nipote.

Come si prospetta la situazione attuale?

Non essendo la nostra una grande realtà, con un grande numero di personale, e lavorando in ambito famigliare, riusciamo ancora ad andare avanti nonostante la grave crisi attuale, vivendo dignitosamente senza avere la mira di diventare ricchi e facendo il nostro lavoro onestamente.


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  1. hài tutta la stima di questo mondo da parte mia.però…c è un però.ti dirò al tel.con stima ciao

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