Trasferimento ministeri a Pietralata

Il presidente della Provincia di Roma sollecita lo S.d.o. Caradonna: "bene intervento Zingaretti. Dare ai cittadini di Pietralata i servizi promessi"
Enzo Luciani - 22 Giugno 2011

Anche Nicola Zingaretti dice la sua sulla richiesta della Lega di spostare i Ministeri al Nord. In un’ intervista al Corriere della Sera dichiara: «I ministeri vanno trasferiti, è vero. Ma non al nord come chiede la Lega, piuttosto a Pietralata». Il presidente della Provincia risponde a modo suo al Carroccio approfittando della polemica per rilanciare l’urgenza di avviare entro il 2012 i lavori dello S.d.o nel quartiere di Pietralata, intervento atteso da anni.

Il presidente del V Municipio, Ivano Caradonna, dopo aver apprezzato le dichiarazioni di Zingaretti sullo S.d.o ricorda: "Si corre il forte rischio, se i lavori verranno ulteriormente ritardati, che, scadendo i tempi degli espropri e risultando le aree inutilizzate oltre i termini di legge previsti, i proprietari dei terreni interessati faranno ricorso. Una preoccupazione – continua Caradonna nella nota – da me più volte espressa ”.

Caradonna sottolinea nella nota come in questi anni poi sia stato “ promotore di iniziative che denunciassero questo pericolo e spingessero verso la realizzazione dei piani particolareggiati di Pietralata e Tiburtino, dove sono previsti, appunto, le cubature dei ministeri, 60mila metri quadri per il campus universitario e i servizi a corollario, come asili, parchi e strade. In particolare, c’è stato un incontro con i cittadini di Pietralata – spiega Caradonna – dove, dopo aver ricordato le opere che il centrosinistra, negli anni di governo nella Capitale, aveva avviato per il territorio, come la nuova Stazione Tiburtina, l’inaugurazione dello strumento urbanistico del PRINT, l’attuazione del PRUSST, i primi espropri per il Parco Archeologico Tiburtino e le prime dislocazioni industriali all’interno del Polo tecnologico, è stato affrontato proprio il tema dello Sdo di Pietralata.

Anche in quella occasione – aggiunge Caradonna – avevo ribadito come fosse in pericolo l’intero progetto, a causa del brusco stop imposto dalla giunta Alemanno al piano, per motivi economici e di sicurezza. Avevo definito tale decisione un’azione volta a destrutturare quello che il centrosinistra aveva costruito in tanti anni, sottolineando che si sarebbe potuto arrivare al paradossale risultato, qualora le opere non fossero iniziate entro il 2011, di dover riconsegnare le aree espropriate nel 2001, pagate il 40% in più del loro reale valore, ai precedenti proprietari, in quanto sarebbero decaduti i motivi dell’esproprio per pubblica utilità.

Oggi – conclude Caradonna – le paure che avevo manifestato sembrano prendere forma. I progetti pensati inizialmente su Pietralata sono stati completamente destrutturati e per il quartiere sono state previste ennesime cubature. I cittadini hanno bisogno delle opere che erano state promesse e dei servizi che ancora sono totalmente assenti nel territorio ”.


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