

L’idea di organizzare una festa nel cortile interno dell'edificio e l’adesione quasi totale e sorprendente dei condomini
Siamo abituati a considerare la parola “Condominio” come simbolo di spese da affrontare, riunioni alle quali non si può mancare. Telegiornali e quotidiani, poi, ci raccontano di fatti di sangue avvenuti tra gente “Normale”, per liti derivanti da rancori maturati all’ombra di condomini più o meno popolari.
Oggi, vogliamo uscire dalla consuetudine e raccontarvi di un condominio che si è distinto per altre motivazioni.
Parliamo di un condominio sito nel territorio del decimo Municipio a Roma, che come si sa, è uno tra i più densamente popolati. Qui, alcuni condomini, tra coloro che più dedicano il loro tempo alla comunità, hanno avuto l’idea di organizzare una festa nel cortile interno del loro edificio e sono riusciti a raccogliere un’adesione quasi totale ed una partecipazione, più forte di quanto si potesse immaginare alla vigilia.
Tavolini apparecchiati nella cornice di un verde ben curato, hanno ospitato una porchetta calda e profumata, salumi, formaggi, olive e non è mancato nulla dal vino alle bibite fino al dolce ed al caffè. (alla fine la classica spaghettata “Aglio ed Olio”)
Tutti, hanno creduto in questa forma nuova di socializzare ed hanno contribuito, non soltanto con la propria presenza.
Coloro che per qualunque motivo non hanno potuto partecipare a questa festa aggregante e giocoforza sono rimasti in casa, dietro le loro finestre, hanno ascoltato il vociare allegro della gente, il rumore delle stoviglie e più volte, un coro di cantanti disinibiti, desiderosi – com’è giusto che sia – di divertirsi, lasciandosi alle spalle, per qualche ora, i problemi di tutti i giorni.
Questa festa condominiale, è l’esempio da seguire, da imitare, per ciò che ha significato; tutti uniti, con il desiderio di collaborare, stando semplicemente insieme.
La cosa più bella? Il sorriso della gente, le “Pacche” amichevoli sulle spalle del proprio vicino, le battute sincere e spiritose, il clima spensierato e senza secondi fini. L’incontro con i vicini di casa, lo stare seduti l’uno accanto all’altro con un bicchiere in mano e la schiettezza ritrovata, hanno tramutato un evento semplice, in uno che va ricordato e perché no, riproposto a breve.
Tutti soddisfatti e ripagati da uno stato di tranquillità emotiva, che oggi è difficile ricreare se non con semplici gesti come la festa di un condominio; una ritrovata ed amichevole solidarietà, che fa grandi tutti coloro che vi hanno partecipato.
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