

L'indagine annuale Istat registra un peggioramento delle condizioni di vita nel 2007. Crescono Gas e Gaf (gruppi di acquisto solidali e familiari)
Da un recente studio Istat sulla distribuzione del reddito e le condizioni di vita, gli italiani sono sempre più poveri, spesso al limite della sopravvivenza.
A fine 2007 è salito infatti dal 4,2% al 5,3% il numero delle famiglie che ha dichiarato di avere avuto nel corso dell’anno "momenti con insufficienti risorse per l’acquisto di cibo", mentre sale dal 14,6 al 15,4% il numero delle famiglie che ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese.
Tutti gli indicatori rilevati dall’Istat, mostrano un peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie a fine 2007. Quindi, già prima della crisi economica, gli esperti dell’Isat rilevano che le famiglie hanno iniziato a vivere una "fase particolarmente critica". Condizioni di difficoltà che riguardano in particolare i nuclei familiari con tre o più figli, gli anziani soli soprattutto se donne, e le famiglie mono-genitore in particolare per le donne sole divorziate o vedove. Il 33% delle famiglie ha dichiarato di non essere in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 700 euro.
E quando la grande distribuzione ed il sottocosto non bastano, per risparmiare sulla spesa, le famiglie ricorrono ai Gas e ai Gaf . Si tratta di un gruppo di persone che prendono contatto con i piccoli produttori, raccolgono gli ordini ed acquistano all’ingrosso prodotti alimentari biologici e di uso comune ecocompatibili, per poi incontrarsi periodicamente per la distribuzione. Nella rete nazionale dei Gas (www.retegas.org) ci sono anche esperienze parrocchiali, come quella di San Giuliano sulla via Cassia, 40 famiglie che si incontrano il sabato mattina sul piazzale della chiesa per distribuirsi gli alimenti acquistati alla filiera corta.
Gianluca Tiranti, un genitore romano aderente a www.famiglienumerose.org ci ha raccontato «Condividendo, si rinuncia a qualcosa senza fatica, e la sobrietà diventa una ricchezza e una speranza». Fare gli acquisti in tanti comporta uno stile di vita diverso, ma ne vale la pena perché oltre ad essere un servizio di solidarietà tra famiglie è anche equo perché rivolto al sostegno dei produttori locali (solitamente piccoli allevatori e aziende agroalimentari di carattere familiare) che cercano di difendersi dal mercato “globale”.
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