

Una puntualizzazione di Umberto Placci, ex consigliere del Movimento 5 Stelle delV Municipio
«Il progetto di restauro, la programmazione dell’opera e lo stanziamento iniziale dei fondi per il Mausoleo sono avvenuti sotto l’amministrazione guidata dalla sindaca Virginia Raggi (M5S).» Tiene a precisarlo Umberto Placci, ex consigliere del Movimento 5 Stelle delV Municipio.
«Tra il 2018 e il 2020 la Sovrintendenza Capitolina (sotto la giunta M5S) ha programmato l’intervento e destinato i fondi necessari per il consolidamento e il restauro scientifico del monumentale Mausoleo.
I lavori sul campo – prosegue – sono iniziati ufficialmente a marzo 2021 sotto la consigliera capitolina e la commissione Cultura guidate dal M5S, con le prime indagini diagnostiche (compresi i rilievi topografici con droni). A livello locale V Municipio durante il mandato a maggioranza M5S nel Municipio V (con la presidenza di Giovanni Boccuzzi ), i consiglieri e gli esponenti territoriali del Movimento 5 Stelle hanno seguito da vicino l’iter amministrativo del parco e del Mausoleo, facendone una battaglia politica di quartiere per la rigenerazione urbana del Prenestino-Centocelle.
Nei documenti – prosegue Placci – di programmazione e proposte territoriali avanzate da esponenti del M5S tra il 2017 e il 2020, c’erano anche idee di riqualificazione per la zona circostante (come la trasformazione degli spazi ex-sportivi o strutture in disuso in centri ambientali e culturali come il CEA Danilo Mainardi, finanziato parzialmente anche con iniziative di partecipazione/crowdfunding promosso dal Movimento).
Il progetto di restauro del Mausoleo di Villa Gordiani è stato programmato per proteggere il monumento dal degrado e dagli atti vandalici, circoscrivendo la zona di cantiere.
Una parte fondamentale dell’avvio operativo del cantiere – precisa ancora Placci – è stata la progettazione e il montaggio di grandi ponteggi multidirezionali (estesi per circa 3.000 metri quadrati), indispensabili per consentire agli operatori di raggiungere in sicurezza le parti più alte e delicate dell’edificio storico a pianta circolare.
Il progetto – conclude Placci – parte dalla rimozione della vegetazione infestante, dalla pulizia delle superfici murarie antiche e dal consolidamento statico delle strutture in cortina di mattoni, spesso compromesse dal tempo e dall’abbandono».
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