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Abuso di alcool tra i giovani

Drammatico incremento del ‘binge drinking’, vere e proprie abbuffate alcoliche. Lo rileva una ricerca della Fondazione Italiana Ricerca in Epatologia tra i liceali del Lazio

L’abuso di alcol tra i giovani è una cattiva abitudine che si sta diffondendo in maniera esponenziale in tutta Europa, Italia compresa.

In uno studio condotto dalla Fondazione Italiana Ricerca in Epatologia sullo stile di vita e l’uso inadeguato di bevande alcoliche tra gli adolescenti della regione Lazio risulta che il 12.5% del campione fa uso congiunto di alcol, fumo e altre sostanze, in particolare che il 60% pratica il binge drinking, assunzione di più bevande alcoliche in breve tempo per raggiungere l’ubriachezza.

binge-drinkingPer analizzare lo stile di vita, l’assetto psicologico e il consumo di bevande, la Fondazione Italiana Ricerca in Epatologia (FIRE – Onlus) ha elaborato e somministrato lo studio ‘Alcol e giovani’ su un campione di 2700 ragazzi iscritti ai licei di Roma, Frosinone e Latina di età compresa tra i 14 ed i 19 anni.

“La Fondazione Roma – ha dichiarato il presidente Emmanuele Francesco Maria Emanuele – ormai da anni supporta ‘casi di eccellenza’ nei principali settori in cui essa è tradizionalmente operativa, per cercare di dare risposte più efficaci alle complesse e crescenti problematiche che investono la società contemporanea”. “I dati emersi dallo studio – prosegue Emmanuele – danno un quadro ben preciso della situazione dei nostri adolescenti: lo stile di vita è ad alto rischio, cattiva alimentazione da una parte e tendenza a bere troppo e in maniera concentrata. Si sta verificando un drammatico incremento del ‘binge drinking’, vere e proprie abbuffate alcoliche in un intervallo di tempo minimo, spesso un’unica serata, con lo scopo di ottenere un’ubriacatura immediata nonché la perdita di controllo”.

Il binge drinking, diffuso tra i giovani (18-24 anni), porta in tempo breve conseguenze gravi per la salute, come malattia epatica alcolica, danno cerebrale, inoltre è causa di seri incidenti stradali, comportamenti violenti, difficoltà dell’attenzione, scarso rendimento scolastico e sviluppo sia di problemi alcol-correlati che di alcol-dipendenza.

Lo studio della Fondazione Italiana Ricerca in Epatologia è nato con lo scopo di valutare gli stili di vita, le abitudini alimentari e le conoscenze nutrizionali dei giovani in modo di prevenire malattie sempre più diffuse nei Paesi industrializzati, obesità, diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumore.

“E’ vero che sono ancora giovani, ma inculcare oggi nei nostri adolescenti un corretto stile di vita, è la sicurezza che domani non sia un calvario verso una vita di sofferenza e malattia” sottolinea Antonio Gasbarrini, professore di Gastroenterologia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Per Gasbarrini: “L’educazione alimentare è l’educazione alla salute. L’alimentazione è uno dei fattori che più incide sullo sviluppo, rendimento e produttività delle persone, nonché sulla loro qualità di vita e sulle loro condizioni psico-fisiche”.

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