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Affitti brevi a Roma, scontro totale sul nuovo regolamento. L’Albaa: “bloccare i B&B ucciderà il centro”

Entro aprile, il Comune presenterà una bozza di regolamento che promette di rivoluzionare l’accoglienza extra-alberghiera

Il Campidoglio dichiara guerra agli affitti brevi nel centro storico, ma la battaglia non sarà indolore.

Mentre Airbnb e le case vacanza finiscono nel mirino delle nuove regole, l’Albaa (Associazione Laziale Bed & Breakfast) alza la voce:

«Così si rischia di colpire l’economia della città senza risolvere il problema della casa», avverte il presidente Federico Traldi.

Il piano del Comune: frenare la “turistificazione”

Entro aprile, il Comune presenterà una bozza di regolamento che promette di rivoluzionare l’accoglienza extra-alberghiera.

L’obiettivo  è duplice: frenare l’esodo dei residenti e incentivare il ritorno agli affitti a lungo termine.

Le linee guida principali del Campidoglio prevedono:

  • Moratoria e blocchi: stop a nuove aperture nelle zone già sature.

  • Regime autorizzativo più rigido: norme severe per ottenere il via libera.

  • Vigilanza e sanzioni: controllo potenziato per colmare l’abusivismo.

  • Incentivi agli affitti a lungo termine: misure economiche e fiscali per convincere i proprietari a tornare al mercato residenziale.

Lo studio della Sapienza, citato dal Comune, evidenzia come i rioni Monti e il Tridente siano sotto pressione turistica critica.

L’allarme di Albaa: «Non è colpa nostra»

Federico Traldi contesta l’analisi: per lui, il problema del centro non è l’overtourism, ma la mancanza di servizi essenziali: asili, parcheggi, parchi giochi. «Il centro è inadatto alle giovani coppie», sottolinea. «Non è colpa delle case vacanza se i residenti se ne vanno».

Sul fronte turistico, la sua posizione è chiara: «Non ci sono troppi turisti, c’è una cattiva distribuzione dei flussi. Tutti si concentrano sui soliti monumenti trascurando il resto della città».

Affitti e sfratti: la paura dei proprietari

Il nodo resta la fiducia dei proprietari. Secondo Traldi, la difficoltà di ottenere sfratti rapidi e la mancanza di copertura dei danni spinge molti a preferire il mercato turistico con un property manager, anche guadagnando meno, ma con la sicurezza che l’appartamento non subisca danni.

Il rischio, ammonisce Albaa, è che le abitazioni non tornino ai residenti ma vengano convertite in uffici, provocando un danno economico per l’indotto locale:

«Il turista extra-alberghiero consuma in ristoranti e negozi più di quanto farebbe un impiegato», conclude Traldi. «Con queste regole si rischia di uccidere definitivamente il cuore di Roma».


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