

Ruspe e pontagggi in arrivo a fine novembre nelle sei palazzine del Municipio XIII. Dalle falle sui tetti alla svolta amministrativa: il Campidoglio avvia la conversione da "centro d'emergenza" a edilizia residenziale pubblica
Trentaquattro anni di attesa, promesse sfumate nel nulla e soffitti sbrecciati dall’umidità.
Ora per il comprensorio di Bastogi, un limbo urbano incastrato nel Municipio XIII nato decenni fa come soluzione “temporanea” per le emergenze abitative e mai più riqualificato, sembra arrivata la svolta.
Nella cornice della Casa della Città, l’Assessorato al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale ha tolto il velo al maxipiano di manutenzione che rimetterà in sesto i sei blocchi del quartiere grazie a uno stanziamento da 10 milioni di euro.
I primi operai varcheranno i cancelli dei cantieri a fine novembre, partendo dall’intervento più urgente: il rifacimento totale delle coperture e dei lastrici solari per sbarrare la strada alle infiltrazioni d’acqua.
Seguiranno a ruota le opere sulla rete impiantistica e la risoluzione dei vulnus di sicurezza segnalati dalle verifiche idoneative.
Il piano operativo non si limiterà soltanto a stuccare crepe e sostituire condotte, ma punta su una strategia di costante monitoraggio sociale:
Mappatura palazzina per palazzina: Le rilevazioni tecniche condotte sullo stabile A sono già terminate e si attendono le analisi di laboratorio, mentre nei prossimi giorni i rilievi verranno estesi agli altri cinque immobili per graduare le urgenze.
Spazio d’ascolto sul campo: Oltre a un tavolo di raccordo tra Campidoglio, Municipio, sigle sindacali e comitati di quartiere, sorgerà uno sportello informativo permanente all’interno dello stesso complesso per garantire ai residenti un canale diretto con i tecnici.
Scadenza ravvicinata: I soggetti coinvolti torneranno a sedersi allo stesso tavolo il 17 novembre alle 17:00 per fare il punto sulla marcia d’avvicinamento al via dei lavori.
Oltre ai mattoni, il passaggio fondamentale riguarda la cancellazione della storica etichetta di “struttura provvisoria”.
L’ex Centro di Assistenza Alloggiativa Temporanea (CAAT) affronterà infatti un percorso amministrativo mirato ad assorbire l’intero compendio nel patrimonio dell’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), trasformando finalmente gli occupanti storici in inquilini con regolare contratto di locazione.
«Bastogi rappresenta una ferita aperta per tutta la città che richiede la massima assunzione di responsabilità — ha dichiarato l’assessore Tobia Zevi —. L’obiettivo primario è restituire sicurezza e condizioni igienico-sanitarie degne a chi ci abita, superando una precarietà infinita. Tutte le mosse sul futuro del quartiere verranno concordate con i cittadini».
Sulla stessa linea d’onda si attesta la Presidente del Municipio XIII, Sabrina Giuseppetti: «È la prima volta che si destinano dieci milioni di euro a questo quartiere, a coronamento di un impegno avviato fin dal 2021 insieme alla Giunta capitolina».
Da parte sua Alberto Campailla, portavoce di Nonna Roma a nome delle realtà sociali (tra cui Libera, Fillea Cgil e la Parrocchia di Santa Maria della Presentazione), incassa il risultato ma avverte: «Dopo 34 anni è il momento dei fatti. Chi vive a Bastogi ha il diritto di non essere più trattato come un invisibile».
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.