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Aids ed epatite C: due emergenze sanitarie

Stefano Vella (Iss): l'Hiv non è sconfitto, ma lo stiamo mettendo alle corde

Sono circa 180mila in Italia i sieropositivi e un milione e 700mila i malati di epatite C. Aids ed epatite C sono le due emergenze sanitarie che più preoccupano il mondo scientifico. L’Istituto Superiore di Sanità, lunedì 22 novembre, ha dedicato un’intera giornata di studio ai due virus con il convegno ‘Hiv e Hcv, due storie parallele’.
Clinici, ricercatori e associazioni di pazienti hanno voluto fare il punto della situazione confrontando la storia passata e quella presente dell’Hiv e dell’Hcv, un’analisi delle malattie infettive sia da un punto di vista scientifico che socio-sanitario.

“Con l’Epatite C – afferma Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità – non dobbiamo ripartire da zero, anzi possiamo partire proprio da quello che abbiamo imparato con l’Aids. Stanno per arrivare dei nuovi farmaci per il trattamento dell’Epatite C, gli inibitori della proteasi, già utilizzati per il trattamento dell’infezione da Hiv. Questi farmaci, in grado di arrivare dritti al virus, rappresenteranno per l’Epatite C quello che rappresentarono nel 1996 per l’Aids. Se ieri hanno rivoluzionato la storia naturale dell’Aids, oggi lo faranno con quella dell’Epatite C”.

Al momento l’epatite C causa il maggior numero di decessi tra le malattie infettive trasmissibili ed è la prima causa di trapianto di fegato al mondo. Oggi, grazie alle nuove terapie, è viva la speranza di aumentare sempre più la percentuale di pazienti che guariscono dalla malattia.

L’Hiv che il prossimo anno compie trent’anni, continua ad essere un’emergenza anche se il virus dell’Aids si è trasformato negli anni da patologia ad evoluzione negativa in una malattia cronica gestibile. “l’Hiv non è sconfitto, ma – osserva Vella – lo stiamo mettendo alle corde: grazie alle terapie che abbiamo a disposizione, dagli inibitori della proteasi, fino agli inibitori dell’integrasi e agli inibitori del virus nella cellula, oggi possiamo concretamente parlare di eradicazione e presto di cura. Ma sbaglia chi crede che l’Aids sia qualcosa che riguarda solo i poveri del mondo, è una malattia globale, anche di casa nostra”.

Sono due le case farmaceutiche che si occupano in particolare della terapia dell’Hiv e dell’Hcv: la Schering – Plough e la Msd (Merck Sharp & Dohme).

Per il futuro è previsto nel settore dell’epatite lo sviluppo di un inibitore della proteasi e di altre molecole con meccanismi di azione complementari in grado di bloccare la replicazione del virus Hcv; nell’Hiv si cercherà di migliorare la terapia nello sviluppo di indicazioni pediatriche e per le donne in gravidanza.

Annunciata durante il convegno una Conferenza Mondiale sull’Aids a Roma per luglio 2011.

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