Textilia: a Roma le nuove uniformi dei vigili del fuoco, nel progetto dello stilista Rocco Ragni

La sera del 28 ottobre, alla Galleria Alberto Sordi, il Corpo nazionale ha raccontato duemila anni di divise e presentato in anteprima il progetto delle nuove uniformi.

Mercoledì 28 ottobre 2026, alle 19, la Galleria Alberto Sordi di Roma ha ospitato “Textilia, le uniformi raccontano la storia dei vigili del fuoco”, una serata a metà tra racconto storico e spettacolo. Il momento centrale è stata la presentazione in anteprima del progetto delle nuove uniformi del Corpo nazionale, disegnato dallo stilista Rocco Ragni.

È il primo passaggio pubblico di un lavoro che fino a quel momento era noto soprattutto agli addetti ai lavori: il Dipartimento aveva illustrato ai sindacati una nuova foggia per l’uniforme operativa e una nuova uniforme di servizio già nel settembre 2025.

La serata

Il racconto è partito dalla Militia Vigilum della Roma di Augusto e ha attraversato circa duemila anni di storia, fino ai dispositivi attuali e alle sfide di oggi. La serata è stata condotta da Nunzia De Girolamo, con la narrazione storica del divulgatore scientifico Raffaele Di Placido. Le sfilate sono state curate da Guido Guariglia e Massimiliano Costabile con la collaborazione della sartoria Maurizio Romano; le danze sono state ideate da Enzo Paolo Turchi, che ne ha curato anche la direzione artistica; il coordinamento tecnico-artistico è stato di Mosaico Studio.

Tra gli ospiti, il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti, la capo di gabinetto del ministro dell’Interno Maria Teresa Sempreviva, il capo del Dipartimento dei vigili del fuoco Attilio Visconti e il capo del Corpo nazionale, indicato nella nota come Marco Ghimenti.

Rocco Ragni e il progetto

Rocco Ragni, stilista perugino, investito del compito di ridisegnare le divise e dare nuova identità al corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, descrive il lavoro come un equilibrio tra funzionalità, eleganza e innovazione dei materiali, con attenzione alle esigenze del personale e alla valorizzazione dell’identità istituzionale: l’uniforme, sostiene Ragni, non sarà più un semplice indumento di servizio ma un segno di appartenenza.

“Per le divise operative è stata mantenuta l’impostazione tradizionale, a partire dal caratteristico colore verde con piccoli interventi pensati per migliorarne praticità e comfort senza snaturarne l’aspetto. Per le uniformi ordinarie, quelle di gala e quelle della banda, la scelta è invece ricaduta sul blu, al termine di un’approfondita ricerca stilistica. Un colore che si adatta bene a tutto”

Cosa hanno detto i vertici

Visconti ha definito l’uniforme il testimone più coinvolgente e silenzioso della vita del Corpo, capace di accompagnare i cambiamenti della società e del progresso, Ghimenti ha parlato di un forte senso di responsabilità verso un Corpo dalla storia millenaria, precisando che le novità si concentrano sulla componente operativa, per garantire dispositivi di protezione individuale adeguati.

Importante l’omaggio di Prisco al personale che tra l’altro ha anche comunicato che la Camera ha votato favorevolmente il parere sullo schema di riforma del Corpo, con importanti novità organizzative.

 

Che cosa si sapeva già

Nel settembre 2025 il Dipartimento aveva trasmesso ai sindacati una relazione con le linee del progetto: tagli distinti per uomini e donne, tessuti elasticizzati, nuovo copricapo (visiera modello “Pasubio” per l’operativa, basco per il servizio), loghi e scritte per rafforzare l’identità visiva e materiali traspiranti. Tra gli accessori, una T-shirt al posto della polo, un pile tecnico, un giaccone termico impermeabile con fodera rimovibile e scarponcini “tipo elicotterista”. Per la parte operativa, la relazione garantiva il rispetto della normativa sui dispositivi di protezione individuale.

Le domande ancora aperte

La serata non sembra aver chiarito i temi che i sindacati sollevano da un anno. Nessuna delle fonti sull’evento parla di tempi di adozione né di gara di fornitura. Il 13 ottobre il CONAPO aveva chiesto un cronoprogramma per la distribuzione. Un sito dedicato alla salute dei vigili del fuoco, pochi giorni dopo la relazione del settembre 2025, domandava se le nuove divise saranno prive di PFAS, con analisi di enti indipendenti, e come saranno smaltite le vecchie. Anche l’USB aveva chiesto chiarimenti sullo stesso punto.

Sullo sfondo resta l’ombra creata dalle polo ignifughe difettose, che riguarda una fornitura precedente. Il Dipartimento ha sostituito i capi segnalati e, il 1° ottobre, ha annunciato una nuova polo a prevalenza di fibre naturali (15.000 capi gratuiti) nei primi mesi del 2027. La vicenda ha reso più sensibile il tema della qualità reale dei capi.

 

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