

Dopo rinvii e traslochi, parte la rigenerazione degli spazi culturali. Nuove sedi temporanee, aule studio e bibliotecari “in missione” per non lasciare soli i lettori
Le impalcature sono già visibili davanti a diverse biblioteche di quartiere. I cartelli annunciano lavori in corso, ma dietro quelle lamiere non si cela solo il rumore dei cantieri: c’è il segno di un progetto atteso da anni, che finalmente prende forma. Roma Capitale ha avviato l’efficientamento energetico di 21 biblioteche comunali, un passo decisivo verso una cultura più sostenibile, accessibile e moderna.
L’intervento rientra nel Piano Urbano Integrato del PNRR, che destina 17,5 milioni di euro per la riqualificazione energetica delle biblioteche e altri 32,5 milioni per la creazione di nuovi poli culturali in tutta la città. Un investimento che parla di futuro, ma anche di cura per spazi che da troppo tempo attendevano di essere valorizzati.
Non è stato semplice. I lavori, previsti da mesi, hanno subito rallentamenti soprattutto per la mancanza di sedi alternative dove trasferire i servizi. Ma ora che i nodi sono stati sciolti, i cantieri partono uno dopo l’altro, dalle biblioteche storiche del centro ai presìdi più periferici, veri punti di riferimento per i quartieri.

Molte sedi hanno trovato casa temporanea a poca distanza. La Cornelia si è spostata a Montespaccato, la Tullio De Mauro è tornata nella storica sede di via dei Sardi a San Lorenzo, e la Galline Bianche, da Labaro, si è trasferita in via Sulbiate. Anche a Finocchio, due biblioteche – Borghesiana e Collina della Pace – hanno aperto una succursale in via Massa Silani, vicinissima alla metro C.
Altre sono pronte al trasloco. La Pier Paolo Pasolini ora accoglie i lettori a largo Nicolò Cannella, nell’ex ufficio anagrafico del Municipio IX. La Sandro Onofri si trasferirà a metà luglio a largo Capelvenere, mentre per la Raffaello l’appuntamento con la nuova sede è per la fine del mese in via Tuscolana, 1111.
A Torpignattara, un’aula studio con punto prestito in via dell’Acqua Bulicante garantisce continuità alle attività di Quarticciolo e Rodari, e rimarrà attiva anche dopo la fine dei lavori, a conferma di un nuovo modo di pensare le biblioteche: non solo edifici, ma presenze diffuse nei territori.
In questa fase transitoria, le bibliotecarie e i bibliotecari non stanno con le mani in mano. Anzi. Sono al lavoro nelle nuove sedi, nei parchi, nelle scuole, con iniziative per promuovere la lettura soprattutto tra i più piccoli. “Vogliamo restare connessi con l’utenza di tutte le età – spiegano da Biblioteche di Roma – e garantire una continuità culturale anche durante i lavori”.
Per alcune sedi, come Villa Leopardi, Rugantino, Longhena e Valle Aurelia, i cantieri sono già attivi. Per altre – tra cui Aldo Fabrizi, Gianni Rodari e Elsa Morante – la chiusura è prevista dopo l’estate. La Morante, in particolare, riaprirà temporaneamente in un bene confiscato al Porto Turistico, simbolo concreto di rinascita e legalità.
Mentre i lavori avanzano, si delinea una nuova idea di biblioteca: luogo sostenibile, energeticamente efficiente, accessibile, connesso al territorio. Spazi rigenerati dove la lettura non è solo un servizio, ma un’esperienza, un diritto, una presenza amica nei quartieri.
E nel frattempo, Roma si prepara ad accogliere anche nuove biblioteche: una sorgerà nella ex rimessa Atac di via della Lega Lombarda, un’altra è prevista a Corviale, all’interno del piano urbano integrato “Centro Campanella”.
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