Alla ricerca dei misteri e della storia di Porta della Collina

Con gli iscritti del corso di archeologia "Tutte le strade partono da Roma"
Angelo Cinat - 5 Dicembre 2016

Gli iscritti del corso di archeologia “Tutte le strade partono da Roma” a cura della dottoressa Olga Di Cagno a Piazza Fiume per le associazioni Omnia Urbes e L’Incontro del Centro culturale Lepetit il 5 dicembre 2016 si sono recati in visita alla Porta della Collina

La  visita è stato un viaggio nel tempo davanti ad un monumento che rimane uno spartiacque nel traffico caotico di piazza Fiume  e invece, grazie alla simpatia e l’energica sapienza della guida si è riusciti ad entrare  nella Porta collina indietro nel tempo e in maniera molto avvicente. La Porta Collina era ad un solo fornice con un arco in pietra sormontato da in mattoni ed era affiancata da due torri semicircolari la occidentale probabilmente originaria di epoca aureliana.

the_british_library_-_rome_-_porta_collina-2Porta romana nelle mura serviane, ai confini nord-orientali dell’antica città è presso l’attuale palazzo del Ministero delle Finanze.

Dar Ciriola asporto

Presso questa porta della cinta serviana, situata nei dintorni dell’attuale Ministero delle finanze, si svolse una famosa battaglia. Alla fine della guerra civile sillana (82 a. C.), il capo degl’insorti sanniti, M. Ponzio Telesino, cercò di prender Roma di sorpresa, tentando anche di stabilire un collegamento con C. Mario il giovane, assediato in Preneste. Ponzio, giunto sui colli Albani, si accampò, mentre Silla raggiunse la capitale, e pose il campo davanti alla porta Collina, presso il santuario di Venere Ericina. Ponzio, ormai accampato vicino alla città, accettò la battaglia, e lo scontro avvenne verso sera: l’ala destra di Silla, comandata da Licinio Crasso, attaccò subito con successo, mentre l’ala sinistra non sopportò l’urto nemico e ripiegò in disordine nella città. Forse per iniziativa di alcuni veterani, la porta Collina venne improvvisamente chiusa: e così i fuggiaschi, vistasi tagliata la ritirata, rincuorati dalla presenza e dall’esempio di Silla, si rivolsero nuovamente contro il nemico che li incalzava. La linea romana fu così ristabilita e, dopo una lotta durata parte della notte, il nemico fu sconfitto e i Romani riuscirono a conquistame l’accampamento, catturando moltissimi prigionieri anche fra i capi. Una sommaria strage di prigionieri chiuse la battaglia: Ponzio Telesino e i suoi ufficiali furono decapitati e le loro teste, in segno di ludibrio, furono portate sotto le mura di Preneste.

Nell’immagine La Porta della Collina in una pubblicazione del 1820


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