Alleanza contro le dislessie

All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, medici, insegnanti e famiglie contro i disturbi dell’apprendimento
comunicato stampa - 9 Ottobre 2009

Dislessia, disturbo plurale. Non esiste infatti una sola dislessia, bensì un’ampia gamma di disturbi che per essere diagnosticati e curati con efficacia vanno affrontati caso per caso.

Lo affermano i massimi esperti mondiali di scienze cognitive e dislessia che sono stati chiamati a Roma dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – Centro di riferimento Nazionale per questo tipo di difficoltà – per discutere degli aspetti non ancora risolti dei problemi dell’apprendimento.

Le più attuali linee della ricerca scientifica, a differenza del recente passato, si muovono in una direzione nuova individuando così nell’alterazione di più funzioni neuro-cognitive (linguaggio, memoria, attenzione e abilità visuo-spaziali) la causa di questo disturbo che coinvolge la rapidità e la correttezza con cui si legge, si scrive e si fanno i conti e che in Italia colpisce circa il 4% dei bambini in età scolare, vale a dire oltre un milione e mezzo di persone.

E come non esiste una sola dislessia, non esiste una sola terapia. Il contributo di maggior rilevanza degli studi più recenti su cui si sono confrontati gli esperti nella due giorni organizzata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, risiede proprio in questo: individuata l’origine del problema – differente da caso a caso – è oggi possibile adottare la terapia più adeguata, personalizzata per il paziente.

Riconoscere la tipologia e conferire la giusta importanza al disturbo è dunque fondamentale: il bambino che presenti difficoltà nella lettura sarà ad esempio indirizzato verso una terapia riabilitativa logopedica mirata e, a seconda della gravità del problema, potrà essere dotato di strumenti che possano facilitarne il percorso di apprendimento come computer con programmi di videoscrittura, correttori ortografici e sintesi vocale. Viceversa, il bambino con difficoltà nel calcolo potrà trarre giovamento dall’uso della tavola pitagorica o di una calcolatrice.

E’ sempre prioritaria, dunque – è emerso con forza dal convegno – la collaborazione di tutti i protagonisti del percorso di diagnosi e cura del bambino dislessico: insegnanti, terapisti, psicologi, medici e genitori, al fine di fornire risposte efficaci alla richiesta di assistenza qualificata che proviene dal mondo della scuola e dalle numerose famiglie ancora troppo sole nell’affrontare il percorso clinico di un figlio con dislessia o con disturbi dell’apprendimento. Questa sinergia, associata all’uso di ausili didattici, consentirà di ridurre al minimo, o di scongiurare, la perdita – dispendiosa quanto dolorosa – di anni scolastici.

Soltanto con una informazione capillare, incontri negli istituti scolastici, momenti di confronto scientifico e divulgazione come questa iniziativa targata Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e grazie al dialogo costante tra chi è quotidianamente a contatto con i più piccoli, è possibile riconoscere il disturbo – spesso confuso con pigrizia o con scarso interesse per lo studio – e intervenire tempestivamente riducendo o addirittura azzerando le difficoltà dei bambini dislessici. L’alleanza tra istituzioni, medici, scuola e famiglie costituisce dunque un fronte efficace contro questi problemi.
COSA E’ LA DISLESSIA: E’ una difficoltà che riguarda la capacità di leggere in modo corretto e fluente. La ricerca scientifica ha permesso di stabilire che si tratta di un disturbo su base biologica, spesso ereditario. I bambini e i ragazzi dislessici hanno pertanto una intelligenza normale, a volte superiore alla norma, e non presentano deficit neurologici, sensoriali o condizioni di svantaggio sociale.

DIFFICOLTA’ DI LEGGERE, SCRIVERE, FARE I CONTI: La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura e nel calcolo: in questi casi si tratta di disturbi specifici come disgrafia (difficoltà nella scrittura e nella riproduzione di segni alfabetici), disortografia (tendenza a compiere molti errori di ortografia) e discalculia (difficoltà a contare all’indietro, a scrivere e leggere i numeri, a imparare le tabelline, a eseguire dei calcoli a mente).

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COME SI MANIFESTA E COME SI INDIVIDUA: I segnali della dislessia sono molteplici. I bambini dislessici hanno difficoltà di apprendimento che di solito si presentano già nei primi anni di scuola e persistono anche in quelli seguenti: estrema lentezza nella lettura, numero elevato di errori e altri problemi caratteristici come ad esempio l’inversione di lettere e numeri, difficoltà con le tabelline e con l’apprendimento di informazioni in sequenza (giorni della settimana, dei mesi), confusione per quanto riguarda i rapporti spazio-temporali (destra/sinistra, ieri/domani), difficoltà nella capacità di attenzione e di concentrazione. La diagnosi di dislessia deve essere effettuata da psicologi, logopedisti e medici che, una volta esclusi deficit di intelligenza, problemi ambientali, psicologici, sensoriali e neurologici, verificano le abilità di lettura attraverso prove specifiche utilizzate e condivise a livello nazionale dagli esperti del settore.

GLI EFFETTI SUL BAMBINO: A causa dei ripetuti insuccessi scolastici dovuti agli ostacoli nella comprensione del significato del testo scritto, la dislessia può avere conseguenze a livello psicologico. Il bambino perde fiducia in se stesso, appare demotivato, manifesta scarsa autostima e alti livelli di ansia. Di frequente compaiono atteggiamenti di rifiuto nei confronti delle attività scolastiche e comportamenti di disturbo verso insegnanti e compagni di classe. I compiti scritti richiedono un forte dispendio di tempo e il bambino appare disorganizzato nelle attività sia a casa, sia a scuola.

LE TERAPIE: Il più valido strumento di aiuto per i bambini dislessici o a forte rischio di dislessia è la diagnosi precoce che potrà essere accompagnata da un intervento di riabilitazione logopedica da protrarre, se necessario, anche nei primi anni di scuola elementare. Di grande importanza anche l’uso – tanto più efficace quanto maggiormente frutto di un raccordo tra medici, terapisti, insegnanti e genitori – di strumenti facilitanti o compensativi a casa e a scuola. Si tratta di tavole pitagoriche, calcolatrici, registratori, programmi di videoscrittura e sintesi vocale, che si sono dimostrati di fondamentale utilità per ridurre le frustrazioni dei bambini dislessici e per migliorare il loro livello di apprendimento.

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Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – IRCCS
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