Ancora dubbi sull’influenza H1N1

L’Associazione Giuseppe Dossetti chiede alle istituzioni di conoscere lo stato attuale della pandemia
di Patrizia Miracco - 23 Settembre 2009

Si è conclusa mercoledì 23 settembre, a Palazzo Marini, la seconda giornata di studio sull’influenza A H1N1 organizzata dall’Associazione Dossetti. (Qui il link alla prima giornata)

A sei mesi dall’arrivo di questo inquietante virus, in Italia ci sono più dubbi di certezze. L’Associazione Dossetti ha voluto per questo incontrare esperti per fare il punto della situazione nella nostra nazione.

“Crediamo – ha precisato Corrado Stillo, responsabile dell’Osservatorio di Tutela e Sviluppo dei Diritti dell’Associazione Dossetti – che i cittadini abbiano il diritto di conoscere lo stato attuale della pandemia, i possibili rischi ed i margini di sicurezza presenti nelle strutture sanitarie”.

“Ribadiamo anche – ha proseguito il dottor Stillo – l’assoluta necessità di garantire cure ed assistenza sanitaria agli stranieri presenti sul territorio nazionale, regolari o no, soprattutto in questo momento che è necessaria la prevenzione. Il nostro Osservatorio di Tutela e Sviluppo dei Diritti (06.3389120) sta già raccogliendo i primi dati sia per ciò che riguarda il basso livello di informazione della popolazione, sia per le violazioni dei diritti alla salute che già colpiscono in maniera discriminatoria cittadini stranieri residenti nel territorio nazionale”.

Decisa è stata anche la richiesta che il prof. Fernando Aiuti, Presidente Commissione Politiche Sanitarie e Presidente Commissione per l’Influenza – Comune di Roma, ha fatto al Governo e alle Regioni di dare al più presto risposte ai cittadini. “Credo che la centralizzazione del Sistema Sanitario sia stata giusta – precisa il prof. Aiuti – ma ora non si può tenere tutto centralizzato. E’ necessario organizzare il Servizio sanitario in maniera che sia tutto il più possibile facile da accertare. Bisogna ora organizzare le vaccinazioni e avere delle certezze, perché solo così si combattono le ansie e le paure”.


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