Appello delle organizzazioni romane a sostegno e difesa del Reddito di Cittadinanza

E una grande assemblea nazionale sabato 25 marzo "per fermare la decisione del Governo Meloni”
Redazione - 8 Marzo 2023

In questi giorni tante realtà e reti sociali cittadine hanno promosso l’appello #CiVuoleUnReddito, una campagna per difendere e migliorare il reddito di cittadinanza.

Il Presidente di Nonna Roma Alberto Campailla, la cui organizzazione è tra i firmatari dell’appello presenta così l’iniziativa: “Nell’ultima legge di stabilità è stata stabilita l’abolizione del reddito di cittadinanza.
È l’ennesimo passaggio della guerra ideologica contro i poveri messa in campo dalla destra.
Con questo appello le diverse realtà romane firmatarie invitano chi in giro per l’Italia tutti i giorni si batte per la difesa del reddito, del welfare ed è accanto alle persone, ad una grande assemblea nazionale per costruire una campagna e fermare le decisioni scellerate di questo governo”.

Di seguito il testo dell’appello:

“In Italia sono circa 5,6 milioni coloro che vivono in povertà assoluta, ovvero che non riescono ad avere accesso a beni e servizi considerati essenziali; circa 9 milioni le persone in povertà relativa, che hanno lo stretto indispensabile per sopravvivere; circa 15 milioni le persone a rischio esclusione sociale.

Dati sulla povertà ai massimi storici, che conducono l’Italia ai primi posti delle classifiche europee per rischio di marginalità sociale. Un quadro socio-economico peggiorato negli ultimi anni a causa dell’emergenza pandemica prima e della guerra dopo, che hanno avuto un durissimo impatto sulle fasce più deboli, intervenendo ulteriormente in un contesto già profondamente segnato dalle disparità sociali.

Dal 2020 infatti il reddito da lavoro è tornato a ridursi, a differenza di quello delle fasce più alte: oggi nel nostro paese i 40 miliardari più ricchi detengono l’equivalente della ricchezza netta del 30% delle più povere e dei più poveri, ovvero di 18 milioni di persone adulte.
È evidente come povertà e disuguaglianze nel nostro paese vadano di pari passo e la fase di alta inflazione che stiamo attraversando non fa che aumentare la distanza tra le classi di reddito più povere e quelle più ricche.

In questi anni il Reddito di Cittadinanza ha svolto un ruolo chiave per la tenuta sociale del nostro paese: erogato a 3 milioni e mezzo di persone, ha protetto una rilevante fascia della popolazione permettendogli di superare la soglia di povertà e arrivare alla fine del mese.
Tuttavia, nonostante il Reddito di Cittadinanza abbia evitato una “catastrofe sociale”, il Governo Meloni ha deciso di tagliarlo alle e agli “occupabili” per il 2023 e di abrogarlo definitivamente nel 2024.

In un mondo del lavoro caratterizzato dalla crescita di lavori a basso valore aggiunto, dal boom del tempo parziale involontario, dalla diffusione del lavoro nero e di contratti precari, con salari bassi e l’assenza di un salario minimo, dall’aumento dei costi dell’abitare, il dimagrimento dei servizi sociali comunali e pensioni spesso ridicole, il Governo ha deciso di risparmiare sul welfare per finanziare l’ennesima detassazione alle imprese, investendo le poche risorse in ambito sociale su uno specifico modello sfrenatamente neoliberista e familista.

Modello in cui anche la fascia di popolazione più giovane – a causa di lavori intermittenti, sfruttati e sottopagati – rimane intrappolata in mancanza di misure di welfare che permettano una reale autonomia nelle scelte di vita.

Dar Ciriola

È indispensabile che il Reddito di Cittadinanza non venga abrogato ma reso più ampio ed accessibile, attraverso l’eliminazione di criteri escludenti – come quello dei 10 anni di residenza per le/gli straniere/i, o la mancata individualità – che rende il RdC drammaticamente insufficiente nelle situazioni di fuoriuscita dalla violenza domestica.

È giunto il momento di rispondere alla guerra, a tutte e tutti coloro che faticano ad arrivare alla fine del mese. È giunto il momento di rispondere e di reagire alla solitudine e alla costante incertezza di chi vive con il proprio reddito da lavoro, o di chi un lavoro neanche lo ha.

Invitiamo reti, associazioni e movimenti territoriali a partecipare e le organizzazioni nazionali a sostenere una grande assemblea nazionale sabato 25 marzo, alle ore 16, per immaginare insieme un percorso comune per fermare la decisione del Governo Meloni”.

 

Promuovono l’appello

Nonna Roma
A Buon Diritto
ActionAid Italia
Arci Roma
ASGI
Associazione 21 luglio
La Rosmarina Onlus
Auser Lazio
Aurelio in Comune
Binario 95
Black Lives Matter Roma
Lucha y Siesta
Casa Famiglia Ludovico Pavoni
Casale Garibaldi – common at work
Cgil di Roma e del Lazio
Cinecittà Bene Comune
Legambiente Si Può Fare
Communia
CLAP – Camere del Lavoro Autonomo e Precario
Csoa Spartaco
Federconsumatori Lazio
Esc Atelier
Forum Terzo Settore Lazio
Lab Puzzle – Bene Comune
Csoa La Strada
Link Roma
Acrobax
Molto più del reddito
OfficineCiviche
Parsec Consortium
Quarticciolo Ribelle
Sunia di Roma e Lazio
UDI – Unione Donne in Italia La Goccia
UP – Su la testa

Info e adesioni civuoleunreddito@gmail.com


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