

La presidente della commissione Politiche sociali, Nella Converti: “Siamo consapevoli che vanno apportate modifiche significative e sono fiduciosa che si aprirà presto una riflessione sulla delibera 355/12”
Da quasi dieci anni, molte persone aspettano risposte concrete riguardo all’assistenza domiciliare a Roma. Le consulte per la disabilità dei municipi, in particolare quella del municipio V, hanno espresso “profonda delusione” dopo un incontro con l’Amministrazione capitolina che non ha portato ai risultati sperati.
Le loro lamentele non sono state ignorate, ma il Campidoglio ha controbattuto: “Abbiamo mantenuto gli impegni presi e continueremo a lavorare in questa direzione”, ha dichiarato l’assessora alle Politiche sociali, Barbara Funari.
Il servizio di assistenza domiciliare, fondamentale per disabili, anziani e minori, è gestito dai singoli municipi e può essere erogato direttamente da enti del terzo settore o attraverso un supporto economico per l’assunzione di assistenti personali.
Tuttavia, le consulte segnalano gravi criticità, come liste di attesa interminabili e una qualità del servizio inadeguata, soprattutto nella forma diretta.
La delibera 355/12, che stabilisce i principi di assistenza, è rimasta per troppo tempo inascoltata.
A luglio, i rappresentanti delle consulte hanno inviato una lettera di denuncia alle autorità competenti e organizzato un presidio sotto il Campidoglio, culminato in un incontro con il sindaco Gualtieri e l’assessora Funari.
Durante quell’incontro, era stata promessa una convocazione per discutere le problematiche a settembre.
Il 17 settembre, l’atteso incontro si è tenuto, ma le consulte sono uscite “profondamente deluse”. Nonostante un nuovo stanziamento di 3,6 milioni di euro per l’adeguamento delle tariffe, non ci sono stati progressi significativi sui temi di monitoraggio della qualità e uniformità del servizio.
Le consulte lamentano che l’8% di aumento previsto copre solo una minima parte delle perdite degli anni precedenti, e non raggiunge nemmeno i minimi previsti dal contratto nazionale per i lavoratori domestici.
Inoltre, per quanto riguarda l’assistenza diretta, le ore di servizio rimangono invariate e sono spesso pianificate in base alle esigenze degli enti gestori, piuttosto che quelle degli utenti. Le liste di attesa non sempre sono pubbliche e vi sono difficoltà nel passaggio da assistenza diretta a indiretta. Insomma, la situazione è insostenibile.
“Chiediamo risposte concrete e non esiteremo a intraprendere tutte le azioni necessarie a tutela delle persone con disabilità”, affermano i rappresentanti delle consulte, facendo eco al crescente malcontento.
L’assessora Funari, nel suo intervento, ha ribadito l’impegno del Comune: “Abbiamo lavorato intensamente per migliorare il servizio, nonostante le difficoltà legate ai fondi”. Tuttavia, le consulte sono pronte a continuare la loro battaglia, sottolineando la necessità di un monitoraggio costante e di un potenziamento della qualità del servizio.
Anche la presidente della commissione Politiche sociali, Nella Converti, ha dichiarato che il Comune ha rispettato gli impegni presi, ma riconosce la necessità di rivedere e monitorare il servizio. “Siamo consapevoli che vanno apportate modifiche significative e sono fiduciosa che si aprirà presto una riflessione sulla delibera 355/12”, ha concluso.
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