Laboratorio Analisi Lepetit

Baby Park e la straordinaria arte del gioco e del giocattolo

Nel negozio storico di via dei Castani tre generazioni al servizio dei bambini
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 10 Ottobre 2012

È bello vedere riunite tre generazioni dedite ad un’attività mirata al gioco dei bambini ed alle esigenze di un pubblico, quello dei piccoli, esposto alle continue evoluzioni di mercato da tantissimi anni. Ci riferiamo ad un negozio storico, ai civici 43-45 di via dei Castani, nel tratto  tra piazza dei Mirti e la chiesa di San Felice da Cantalice.

Intervistiamo il “patriarca”, il signor Damiano Selvaggio, che ha ceduto il timone a sua figlia Maria Antonietta che, a sua volta, è coadiuvata dalla giovanissima figlia Carola.

Come nasce questo negozio e come si è evoluto negli anni?

Decisi di aprirlo nel 1965. Gli inizi sono stati esaltanti, anche se costellati di duri sacrifici, questo perché nutrivo una grande fiducia nel commercio e nel quartiere di Centocelle. Via dei Castani si presentava molto bene e rappresentava il cuore del quartiere. Abbiamo avuto un momento di stasi durante i primi anni ’70 quando vennero effettuati i lavori di rifacimento della fognatura. Poi siamo andati avanti nel lavoro senza mai fermarci.

Poi sono subentrati i centri commerciali…

Negli anni ’80 cominciarono a sorgere i primi centri commerciali che rappresentavano una minaccia per il nostro settore, portandoci a subire subito una leggera flessione. Ma con l’arrivo prepotente di un’infinita serie di questi centri, da una leggera flessione siamo passati al colpo di grazia arrivando alla diminuzione del nostro lavoro del 50%.

Perché la scelta di un negozio di giocattoli?

In realtà io ho iniziato nel settore dell’abbigliamento quindi la miaprima idea era quella di aprire un negozio di confezioni e tessuti. Ma in questa zona già era presente il negozio di mio cugino che vendeva proprio quegli stessi articoli. E così, per correttezza nei suoi confronti, decisi di optare per giocattoli e articoli per la casa. Questo perché, quando uno nasce commerciante, credo riesca a vendere tutto quello che vuole.

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Poi ha deciso di passare la direzione a sua figlia…

Ora a prendere le redini di quest’attività sono subentrare, ed è una scelta naturale e valida, mia figlia Maria Antonietta e mia nipote Carola. E io adesso mi limito a svolgere il ruolo di consigliere, sempre presente in caso di necessità.

Quali sono state le ragioni del successo di Baby Park?

L’aver conquistato la fiducia della clientela grazie alla capacità di consigliare il giocattolo giusto per ogni genere di bambino. Sul piano più strettamente economico ha giocato favorevolmente il fattore della proprietà dei locali che abbatte le spese di gestione aiutandoci a resistere anche alla pesante crisi attuale.

E secondo lei, Carola?

A mio parere il nostro successo è racchiuso nella conduzione famigliare e nella nostra coesione. Poi nella nostra famiglia, c’è un grande affetto verso di noi da parte di molti clienti del quartiere che venivano in negozio quando a gestirlo c’era mio nonno, magari per comprare giocattoli per i loro figli, e adesso tornano sapendo che c’è sua figlia e sua nipote (che hanno mantenuto inalterate qualità e dedizione del servizio) per fare dei regali ai loro nipoti.

Come si sono evoluti i comportamenti dei clienti?

A contribuire all’evoluzione dei comportamenti della clientela è stato sicuramente l’avvento dei giocattoli digitali che hanno nettamente cambiato il modo di giocare dei più piccoli. Un tempo eravamo noi a consigliare in base ai gusti ed all’età il gioco giusto ai genitori, mentre ora siamo spesso solo dei porgitori del prodotto soddisfacendo la richiesta del bambino che desidera purtroppo solo ciò che viene pubblicizzato in televisione.

E per lei, Carola?

Purtroppo come ha già detto mio nonno i genitori vengono per soddisfare esclusivamente le richieste dei figli senza badare se il gioco sia adatto all’età o al carattere del bambino. Per fortuna non tutti sono così e quindi a volte riesco, con abilità, a consigliare ciò che ritengo più indicato, ma non tutti sono flessibili e si devono attenere ai voleri del bambino.

Avete anche deciso, signor Damiano, di differenziare la vostra attività scegliendo di operare nel ramo dell’alimentazione.

Si, circa dieci anni fa, abbiamo deciso di trasformare un altro negozio di giocattoli in una pizzeria "C’è pizza per te", sempre in via dei Castani ma nel tratto piazza dei Mirti-via dei Faggi, e devo dire che quest’attività ci sta dando qualche piccola soddisfazione. Dico piccola perché a Centocelle ormai siamo invasi da pizzerie aperte una a 100 metri dall’altra, e il quartiere non può assorbire tutti questi esercizi che vendono le stesse cose.

Come si presenta la situazione attuale del commercio locale?

Al momento Centocelle si presenta come un quartiere vecchio rispetto al sorgere dei nuove zone di Roma. Non vediamo più passare ragazzi e donne incinte davanti le nostre vetrine. Si subisce molto questa situazione soprattutto nel nostro settore merceologico. Un tempo una mia vicina mi disse che presto via dei Castani sarebbe diventata una strada di servizi. Devo dire che, al momento, la presi per una visionaria, ma, con il passar del tempo, ho constatato che invece aveva ragione lei: il quartiere è ora pieno di banche, uffici postali e negozi. Vuol dire che si presteranno soldi anziché vendere la merce.

Concludiamo con il parere della giovane generazione, quello di Carola

Mio nonno, avendo visto l’evoluzione durante tutti questi anni, un pizzico di speranza ancora lo conserva, mentre io non riesco a vedere una soluzione positiva. Sono partita da una giovinezza agiata e. al contrario. adesso ho bisogno dell’aiuto del nonno per poter andare avanti. Speriamo che le cose cambino, ma ho molti dubbi al riguardo. 


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