

Il Presidente Umberti: "Ce lo aspettavamo". La Commissione Sport capitolina vuole convocare un'audizione per uscire dallo stallo
Nessuna svolta per la vicenda che riguarda il campo sportivo di via degli Alberini, a Colli Aniene.
Dallo sfratto – avvenuto il 7 maggio 2024 – nei confronti dell’ASD Tor Sapienza (il tutto nasceva dalla contestazione di alcuni abusi che hanno dato vita ad un lunghissimo iter giudiziario che vedevano da una parte la società sportiva, dall’altra le amministrazioni pubbliche) si sono susseguite due gare, una bandita a ottobre 2024 ed una appena conclusa, al cui termine in entrambi i casi non è stato possibile assegnare l’impianto ad alcun soggetto.
Anche stavolta – come nella precedente gara – unico soggetto a rispondere al bando è stato l’ASD Mar.Na Calcio, società di Roma. Il Mar.Na si è presentata come mandataria di una rete temporanea di imprese composto da GAE S.r.l., GINO s.r.l. e L.A. Real Estate S.r.l e in avvalimento con la società di calcio a 5 ASD Roma 1927 Futsal e con la S.S. Romulea, storica realtà del calcio romano.
E, allo stesso modo del bando precedente, anche in questo caso la documentazione presentata per l’assegnazione “è risultata essere inappropriata”.
Il Presidente della Commissione Sport del Comune di Roma Fernando Bonessio, informato della possibile situazione emergenziale legata alla chiusura prolungata dell’impianto, ha quindi deciso di convocare una audizione allo scopo di tentare di uscire dallo stallo e di arrivare ad una soluzione che possa portare alla riapertura di un impianto ormai chiuso da più di un anno.
“Siamo dispiaciuti di essere stati, come Cassandra, portatori di previsioni nefaste – ha dichiarato il Presidente Bonessio – avevamo detto e spiegato che esisteva una società sportiva, il Tor Sapienza Calcio, che aveva ormai acquisito una competenza consolidata nella gestione di una struttura molto particolare.
Oltre a questo, erano stati effettuati investimenti significativi da parte dei soci del consiglio direttivo. Per questo motivo, trovare un sostituto con gli stessi requisiti sarebbe stato difficile, se non impossibile”
Bonessio ha inoltre aggiunto che “si sarebbe potuta seguire un’altra strada, come già accaduto in altri impianti di Roma Capitale — a partire da Ostia Mare — dove è stato consentito a Daniele De Rossi di avviare una procedura di risanamento rispetto agli abusi riscontrati, evitando così che il bene patrimoniale di Roma Capitale andasse incontro al degrado e che il territorio, soprattutto i giovani cittadini, venissero privati di un servizio fondamentale. In questo modo si sarebbe anche evitato che l’amministrazione fosse costretta a mantenere per mesi la presenza di una vigilanza, che ha solo limitato i danni — comunque rilevanti — che si sono verificati” riferendosi, su quest’ultimo aspetto, al servizio di guardiania attivato dall’amministrazione.
“Auspico che i dirigenti e i rappresentanti istituzionali del municipio IV” ha concluso Bonessio “insieme ai dirigenti dello stesso municipio, aprano un confronto con l’avvocatura per approfondire la possibilità di recuperare, come avvenuto in altri casi, un concessionario-gestore che aveva dimostrato di saper aggregare e offrire quel servizio sociale e sportivo a cui Roma Capitale tiene molto, tanto da averlo inserito come valore assoluto nel regolamento approvato nel dicembre 2023”
Il Presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti, contattato da abitarearoma.it ha dichiarato “In fondo ce lo aspettavamo, perché per prendere l’impianto di via degli Alberini non basta che si presenti una semplice società, ma deve trattarsi di un soggetto con delle basi solide, onde evitare tutto quello che è accaduto fino ad oggi. L’assegnazione del campo che non deve rappresentare un business o un lucro per pochi, ma deve essere al contrario un servizio per i cittadini e per la comunità“
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