

A guidare l’offensiva è Fratelli d’Italia, che durante una tesissima seduta in Aula Giulio Cesare, ha alzato la voce chiedendo le dimissioni di Gualtieri
Roma si infiamma e il Campidoglio si trasforma in un’arena politica. Il sindaco Roberto Gualtieri è al centro di un ciclone di polemiche dopo che è emerso il finanziamento comunale da 270mila euro per la manifestazione “Una piazza per l’Europa”, tenutasi il 15 marzo a Piazza del Popolo.
Un evento che ha visto una massiccia partecipazione del Partito Democratico e dei suoi esponenti, sollevando il sospetto che dietro il sostegno economico del Comune si nascondesse un’operazione politica più che istituzionale.
A guidare l’offensiva è Fratelli d’Italia, che il 20 marzo, durante una tesissima seduta in Aula Giulio Cesare, ha alzato la voce chiedendo le dimissioni di Gualtieri.
Tra urla, slogan e uno striscione con la scritta “Roma libera”, i consiglieri di destra hanno puntato il dito contro quella che definiscono una “gestione di parte” delle risorse pubbliche.
La tensione è esplosa quando i consiglieri di Fratelli d’Italia, supportati da esponenti regionali e municipali come Laura Corrotti, Rachele Mussolini e il deputato Marco Perissa, hanno denunciato il finanziamento pubblico della manifestazione.
“Gualtieri deve spiegare perché ha usato soldi dei cittadini per finanziare un evento chiaramente politico e non istituzionale”, ha tuonato Maria Cristina Masi (FdI), accusando il sindaco di aver favorito la sua parte politica con le tasche dei romani.
Dello stesso parere anche Rachele Mussolini e Francesco Carpano (Forza Italia), che hanno rincarato la dose: “Spendere 270mila euro di tasse dei cittadini per una manifestazione del PD è inaccettabile. Ci aspettiamo che tribunali ed enti competenti facciano chiarezza su come sono stati assegnati questi fondi”.
A fare eco è arrivata la voce di Laura Corrotti, consigliera FdI alla Regione Lazio: “Il sindaco è stato eletto per governare per tutti i romani, non solo per la sua parte politica. Se pensa di poter fare campagna elettorale con i soldi pubblici, allora si dimetta e lasci che siano i cittadini a scegliere un primo cittadino che sappia realmente rispondere alle esigenze di Roma”.

Ma la battaglia non si è limitata alle dichiarazioni. Durante la seduta consiliare, la destra ha esposto il suo striscione “Gualtieri vergogna capitale!”, mentre dai banchi della maggioranza è partita la controffensiva.
Alcuni consiglieri del PD, tra cui Luparelli, Cicculli, Biolghini, Zannola e Converti, hanno risposto mostrando un cartello con scritto “Basta bombe su Gaza”, trasformando l’aula in un vero campo di scontro politico.
Dalla tribuna del pubblico, qualcuno ha gridato “Abbiamo pagato pure quello!”, un commento sarcastico che ha ulteriormente acceso gli animi e reso ancora più evidente la spaccatura tra le due fazioni.
L’evento del 15 marzo aveva radunato, secondo gli organizzatori, circa 50mila persone con l’obiettivo dichiarato di rafforzare l’idea di un’Europa unita, non solo attraverso la moneta e la difesa, ma anche nei valori e nei principi.
Tuttavia, la forte presenza di sindaci e leader PD ha reso inevitabile il sospetto che si trattasse più di un raduno politico che di un’iniziativa istituzionale.
L’opposizione non ha intenzione di mollare la presa e chiede verifiche approfondite sulle procedure che hanno portato al finanziamento dell’evento. La maggioranza, dal canto suo, difende la scelta di sostenere una manifestazione di rilevanza europea.
Ma il fuoco delle polemiche è ormai divampato e il caso Gualtieri si preannuncia come una battaglia destinata a lasciare il segno nella politica romana.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.