Caro Marrazzo, aspettiamo ancora la Legge sull’elettrosmog

Comunicato stampa del Coordinamento dei Comitati Romani contro l’elettrosmog
Riceviamo e pubblichiamo - 2 Marzo 2009

Apprendiamo che il governatore Marrazzo è in procinto di varare con la sua maggioranza in Regione un "patto di fine legislatura", con cui intende individuare e portare a termine le priorità e gli obiettivi da raggiungere entro la scadenza del mandato, nella primavera del prossimo anno.
Apprezziamo questo ulteriore atto di impegno, profuso dal governo regionale per restituire slancio e vitalità ai vari settori in cui si articola l’amministrazione del Lazio, ma non possiamo tacere il vergognoso silenzio e ritardo con cui la stessa Amministrazione sta trattando la materia delle politiche di contenimento dell’inquinamento elettromagnetico.
Da ben tre anni, infatti, la proposta di legge n° 131, approvata dalla Giunta Marrazzo nel febbraio 2006, risulta sospesa nel limbo delle incertezze o, per meglio dire, degli inqualificabili vuoti di memoria della politica.
Basta osservare l’Ordine del Giorno che compone, di volta in volta, le sedute del Consiglio regionale, per rendersi conto della evidente disattenzione che i nostri amministratori continuano a prestare al tema del rapporto tra la salute dei cittadini ed il proliferare incontrollato di sempre nuove ed invasive tecnologie di telecomunicazione!
L’ultimo odg, per la cronaca, ha relegato la proposta di legge, intitolata "Norme concernenti gli impianti radioelettrici con frequenza di trasmissione fino a 300 GHz e gli elettrodotti", al 1078° punto degli argomenti da trattare! Una posizione praticamente incompatibile con i tempi di scadenza del Consiglio regionale!
Il Coordinamento dei Comitati Romani contro l’Elettrosmog ha segnalato, in numerose occasioni, a tutti i rappresentanti istituzionali eletti alla Pisana, l’urgenza di sollecitare l’approvazione definitiva di quella legge, per scongiurare che Roma e le città del Lazio si trasformino in pericolose discariche elettromagnetiche ed assicurare regole sufficienti a tutelare la salute dei cittadini, contestualmente ad un ordinato e corretto insediamento delle infrastrutture di telecomunicazione.
Fino ad oggi, purtroppo, abbiamo registrato non solo un cospirato silenzio da parte di quasi tutte le forze politiche, ma una persistente indifferenza anche da quelle rappresentanze istituzionali – soprattutto l’Assessorato all’Ambiente e la Commissione Ambiente – che avrebbero dovuto garantire un iter più spedito e certo alla proposta di legge sull’elettrosmog.
Forse ancora qualcosa si può fare, se, ad esempio, con uno scatto d’orgoglio e dignità, il Presidente Marrazzo e la sua Giunta, in nome di quel "patto di fine legislatura", sollennemente annunciato, onorassero l’impegno nei confronti dei tanti e tanti cittadini che ancora oggi si trovano da soli ad affrontare una "battaglia di civiltà", adoperandosi per disporre l’inserimento del testo tra gli atti da discutere ad una delle prossime sedute del Consiglio regionale.
Basterebbe, in fondo, un po’ di buona volontà e buon senso, per fugare, in capo all’opinione pubblica, ogni dubbio di subalternità delle autorità di governo regionali agli appelli di quei poteri forti che, in forma esplicita o subdola, hanno fino ad oggi posto il veto sulla legge.

Roma, 1 marzo 2009

Coordinamento dei Comitati Romani contro l’elettrosmog
Il Coordinatore Giuseppe Teodoro


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