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Carta della Salute Mentale: 12 punti definiscono le priorità di intervento

Associazioni e Società scientifiche unite per il benessere dei pazienti

E’ stata presentata a Roma, il 12 aprile, nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato, la nuova Carta della Salute Mentale.

Da alcuni anni è allarme da parte delle Associazioni di pazienti e familiari e dalle Società scientifiche per la difficoltà nell’attuale gestione clinico-sociale dei disturbi mentali.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha così predisposto un Piano d’azione globale per la salute mentale 2013-2020, rivolto a tutti gli Stati membri.

Considerando l’attuale situazione italiana, ritenuta oggi di “emergenza”, la Società Italiana di Psichiatria in collaborazione con la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie, al Coordinamento Toscano delle Associazioni per la Salute Mentale e alla Fondazione Progetto Itaca Onlus, ha deciso di elaborare la “Carta della Salute Mentale”.

“Visto il peso economico e sociale delle malattie mentali e della schizofrenia in particolare, è necessario un supporto economico e finanziario aggiuntivo pubblico, per sostenere la cura e la prevenzione di queste patologie” evidenzia il professor Francesco Saverio Mennini, Research Director – Economic Evaluation and HTA, CEIS, Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

“La Carta della Salute Mentale riassume tutte le richieste che da anni chiediamo” afferma Gemma Del Carlo, presidente del Coordinamento Toscano delle Associazioni per la Salute Mentale.
“E’ di buon auspicio – prosegue Del Carlo – il fatto che sia stata elaborata a livello nazionale in accordo tra professionisti e associazioni che finalmente sono uniti con un unico obiettivo che è quello di promuovere il benessere delle persone con disagio mentale. Ci auguriamo che la Carta per la Salute Mentale sia un ulteriore richiamo al Ministero della Salute affinché verifichi l’applicazione di quanto previsto dalle leggi vigenti in materia di salute mentali; tali normative sono condivise dalle associazioni che chiedono solo quello che a loro spetta. Infine migliorando la qualità dei servizi si ottiene un grande risparmio economico e, soprattutto, una migliore qualità di vita”.

I 12 punti della Carta della Salute Mentale:

  1. Garanzie sull’applicazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) riguardanti l’assistenza psichiatrica in tutta Italia.
  2. La realizzazione di iniziative ministeriali e del coordinamento delle Regioni, che garantiscano standard di qualità confrontabili dell’assistenza psichiatrica in tutte le Regioni.
  3. Lo stanziamento di un fondo destinato all’assistenza psichiatrica (pari ad almeno il 6% del Fondo Sanitario Nazionale).
  4. La definizione di PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) condivisi e integrati con i Piani di trattamento individuale (PTI) ed i Progetti terapeutico riabilitativi personalizzati (PTPR) in collaborazione con le Associazioni.
  5. Un maggior coinvolgimento delle farmacie ospedaliere e territoriali nel monitoraggio di farmacovigilanza e dell’aderenza terapeutica.
  6. Lo sviluppo ed il supporto in tutte le Regioni di alternative alle strutture psichiatriche con assistenza permanente, quali il co-housing.
  7. L’assunzione di personale qualificato e stabile.
  8. Lo stanziamento di fondi in favore di progetti di ricerca in ambito neuropsicofarmacologico.
  9. L’adozione di una strutturata campagna di prevenzione per raggiungere i soggetti a rischio.
  10. L’educazione contro lo stigma delle malattie mentali.
  11. L’implementazione delle REMS e soluzioni alternative.
  12. La ricostituzione di un tavolo di lavoro interministeriale ed interregionale che definisca e monitori politiche in tema di reintegrazione graduale dei pazienti nel contesto lavorativo e supervisioni l’implementazione delle attività di miglioramento dell’assistenza psichiatrica su tutto il territorio nazionale.

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