

Commissione di controllo sui conti della Fondazione dopo il rogito dei primi 336 alloggi. Santori (Lega): "rischio svalutazione per Enasarco e prezzi gonfiati per il Campidoglio"
Un’operazione mastodontica, pensata per accorciare le interminabili liste d’attesa dell’edilizia residenziale pubblica, ma che ora solleva interrogativi tecnici, finanziari e sociali.
La strategia dell’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri per dare risposta al bando ERP 2012 passa attraverso un accordo senza precedenti: oltre 250 milioni di euro per trasformare immobili privati in case popolari. Un piano ambizioso che, però, sta accendendo il dibattito politico e le preoccupazioni dei residenti.
Il cuore dell’intervento è l’acquisizione di un vasto pacchetto di alloggi provenienti dal patrimonio Enasarco, la fondazione previdenziale degli agenti di commercio. L’accordo si articola in due fasi distinte.
La prima tranche è già realtà: 336 appartamenti acquistati dal Comune per una spesa complessiva di 54 milioni di euro.
La seconda, ben più consistente, prevede l’acquisizione di altri 702 alloggi, per un impegno economico che sfiora i 201 milioni di euro. In totale, oltre un quarto di miliardo di euro di risorse pubbliche per incrementare rapidamente il patrimonio ERP della Capitale.

A sollevare il caso è stato il capogruppo leghista in Campidoglio, Fabrizio Santori, che ha portato la questione all’attenzione della Commissione parlamentare di controllo sugli enti previdenziali.
Sotto la lente d’ingrandimento c’è il cosiddetto “Progetto Mercurio”, avviato da Enasarco nel 2008 per la valorizzazione e dismissione del proprio patrimonio immobiliare.
Le perplessità riguardano innanzitutto la congruità dei prezzi. Secondo l’opposizione, il Comune starebbe impegnando 201 milioni di euro per la seconda tranche senza disporre di un parere definitivo dell’Agenzia delle Entrate sul valore degli immobili.
Il timore è che il Campidoglio possa pagare alloggi sovrastimati, anche alla luce dello stato manutentivo di alcuni complessi.
Ma c’è di più. Al centro dell’indagine c’è anche la tutela del patrimonio Enasarco, che dovrebbe garantire le pensioni future degli iscritti.
La vendita in blocco al Comune potrebbe aver inciso sul valore strategico degli asset, con effetti ancora da chiarire sui conti della Fondazione.
Infine, il capitolo delle plusvalenze: secondo quanto denunciato, esisterebbe una discrepanza significativa tra le plusvalenze reali generate dalle dismissioni – stimate intorno ai 640 milioni di euro – e quelle dichiarate nei bilanci ufficiali, che si avvicinerebbero invece al miliardo.
Accanto ai numeri e ai bilanci, emerge una questione sociale tutt’altro che secondaria. Gli immobili acquistati dal Comune sorgono spesso all’interno di complessi residenziali “misti”, dove una parte degli inquilini ha già riscattato l’abitazione a prezzo di mercato.
È qui che monta la protesta. I proprietari temono che l’arrivo di nuovi assegnatari ERP, con canoni fortemente calmierati, possa innescare fenomeni di degrado e portare a una svalutazione degli immobili privati.
Da queste preoccupazioni è nato un comitato spontaneo che chiede chiarezza sulle modalità di gestione futura dei condomìni e sulle garanzie di manutenzione e decoro.
«Difendere il diritto all’abitare non significa calpestare la dignità dei quartieri», attacca Santori, denunciando il rischio di creare nuovi ghetti urbani o complessi difficili da amministrare, dove convivono esigenze sociali diverse senza un adeguato piano di governance.
Un’operazione che nasce per dare una risposta all’emergenza casa, ma che ora chiede al Campidoglio un supplemento di trasparenza.
Perché tra conti pubblici, pensioni e coesione sociale, la partita dell’ERP si gioca su un equilibrio molto più fragile di quanto sembri.
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Gualtieri, Zevi e Trombetti fanno promesse ma dove già i condomini misti sono realtà si registra il totale disimpegno dell’amministrazione. I condomini INPS dove il Comune ha già acquistato e assegnato 120 appartamenti (1/3 a Cinecittà) sono stati dimenticati. Infatti a tutt’oggi il peso di situazioni particolari (come la famiglia rom di via P. Cominio che vive di rovistaggio portando immondizia e blatte nell’intero condominio) rimane addossato ai condomini nonostante le segnalazioni come pure l’onere di pagare le spese condominiali e i lavori urgenti perché per tutto il 2024/2025 il Dipartimento Patrimonio non ha versato un cent e le bollette pulizie disinfestazioni e manutenzioni vanno pagate regolarmente, quindi per non farci tagliare utenze e servizi le rate di noi condomini sono aumentate sperando che un giorno il Comune ci rimborsi. Aggiungo che il Comune acquisterà e sanerà anche le case occupate dagli occupanti abusivi che non sempre sono raccomandabili e il quadro è completo. Le categorie svantaggiate rischiamo di diventare noi condomini, lavoratori e pensionati, che paghiamo le tasse, siamo stati obbligati sotto minaccia di sfratto ad acquistare le case sobbarcandoci pesanti mutui ed ora, svenduti da INPS ed ENASARCO, siamo abbandonati al degrado e a pagare le spese anche per gli assegnatari del Comune e gli abusivi dei movimenti.