Chi è Giammarco Palmieri

Intervista al nuovo presidente del VI Municipio
di Letizia Palmisano - 21 Maggio 2008

Conosciamo meglio il neo minisindaco Giammarco Palmieri, giovanissimo presidente di 35 anni del VI Municipio ma, già con uno lungo curriculum in politica (consigliere municipale già dal 2001) e nell’associazionismo (specialmente ambientale), prima che amministratore, soprattutto cittadino del Sesto. 

Da quando abita nel VI Municipio? 
Praticamente da sempre. I miei genitori sono venuti qui quando io avevo due anni.

In quali quartieri, più esattamente? 
Al Collatino, dove recentemente ho anche comprato casa mia. 
 
Quali scuole ha frequentato?

Ho fatto l’asilo e le elementari alla Giovanni XXIII, gli ultimi tre anni delle elementari proprio nel palazzo dove oggi c’è il municipio. Le medie alla "Daniele Manin" e il liceo al "Pilo Albertelli", a Santa Maria Maggiore. Nel 1997 mi sono laureato in scienze politiche alla Sapienza. 
 
Nonostante sia giovanissimo ha alle spalle un lungo attivismo politico…

Mi sono iscritto al Pds nel 1991, nella sezione Villa Gordiani, di cui sono diventato segretario nel 1998, quando il Partito era già diventato Ds. Dal 2005 al 2007 ho fatto parte della segreteria romana del partito, come espressione dell’area ecologista, con l’incarico di responsabile ambiente. All’ultimo congresso Ds ho aderito alla scelta di dar vita al Partito Democratico.  

So che il suo impegno ambientalista la vede presente anche nell’odierna associazione “EcoDem”… 
Oggi faccio parte dell’esecutivo dell’associazione degli Ecologisti Democratici. Ma è un impegno che viene dal passato, già con l’associazione Sinistra Ecologista di cui nel  2006 sono stato eletto responsabile nazionale. 
 
Quali sono i suoi interessi, oltre la passione politica? 
Il calcio, la lettura, i fumetti, e ovviamente la natura e gli animali.
 
E suoi libri preferiti?

La fata carabina di Daniel Pennac e Baol di Stefano Benni. 

Il film?

L’allenatore nel pallone

Una canzone o un cantante…

La canzone del maggio di Fabrizio De Andrè.
 
Cosa pensava di fare da grande? 
Il giornalista.


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