Chiusura burrascosa del primo Consiglio in Campidoglio

Iniziato col massimo del fair play, si è concluso tra insulti e polemiche. Alemanno vs Storace: è una questione personale o di bene comune?
di Sabatina Cuccaro - 26 Maggio 2008

1- Alemanno. 2- Isabella Rauti con il figlio Manfredi. 3- La votazione. 4- Gli scranni.

Non si è concluso nel migliore dei modi il primo consiglio al Comune di Roma, tenutosi oggi, 26 maggio, in un’affollatissima aula Giulio Cesare.

Eppure i presupposti c’erano tutti, le buone intenzioni anche. Il discorso del neosindaco Gianni Alemanno era in linea con il nuovo clima politico: quello del dialogo (melassa o inciucio, come dir si voglia). Al secondo punto, infatti, Alemanno ha auspicato un rapporto sereno con l’opposizione ed una collaborazione, soprattutto con Francesco Rutelli. Anche se subito dopo il buonismo ha fatto largo al politico di vecchio corso, che non ha perso occasione per sferrare un attacco alla sinistra, annunciando un grave deficit nel bilancio comunale.

A parte questa poco colorata parentesi, ed una breve polemica di Francesco Storace (secondo cui l’opposizione ha mancato, non alzandosi al giuramento sulla Costituzione), l’intero consiglio è stato all’insegna del fair play, annoiando i giornalisti ed il figlio dello stesso Sindaco. Presente tutta la famiglia, dalla madre visibilmente commossa alla moglie Isabella Rauti, sempre sobria, nel vestiario così come nel comportamento.

Ma negli ultimi 5 minuti la situazione si è ravvivata, eccome. Rossin, capogruppo del Pdl, ha proposto di prolungare la seduta del consiglio di altre 2 ore per poter discutere delle linee programmatiche. Gasperini (Udc) si è subito dichiarato contrario. Idem Storace: meglio rinviare la discussione; intanto Alemanno ha iniziato a confabulare qualcosa con Pomarici, neoeletto presidente del consiglio. Il capogruppo del Pd (Umberto Marroni) ha appoggiato la proposta di Rossin.

C’era attesa per il voto; invece Pomarici ha dichiarato chiusa la seduta. L’opposizione è insorta, sono volati dei “buffoni” (ma non ci erano bastati gli sputi della Camera?). Il vicepresidente Mirko Coratti (Pd) ha assicurato che si rivolgerà al Prefetto: “è stata una mossa politica per non far intervenire Rutelli”. Più cauto, inizialmente, Marroni: “si è parlato per tutto il consiglio di dialogo e poi ci hanno impedito di parlare”; ma poi si lascia andare a una frase di doppio senso: ”è stata una giornata nera per il Campidoglio”.

Il presidente Pomarici ha cercato di giustificarsi: il regolamento prevede che dopo l’ora in cui è fissata la chiusura del consiglio (in questo caso le 14,00) non si possa più votare. Ma i più maliziosi hanno pensato: non ci ha messo lo zampino quel diavolo di Storace? In fondo, Alemanno dovrà pur sdebitarsi in qualche modo dei voti ricevuti da La Destra.

Le nuove cariche in Campidoglio

Giuseppe La Fortuna, Ludovico Maria Todini, Francesco Orsi, Federico Rocca, Francesco De Micheli e Marco Siclari hanno rilevato il posto lasciato vacante dai consiglieri Pdl divenuti assessori; e Dino Gasperini ha preso il posto di Luciano Ciocchetti nell’UDC.

Marco Pomarici (Pdl) è stato eletto presidente del consiglio comunale.
Vice presidente vicario: Samuele Piccolo (il record man delle preferenze nel Pdl) e vice presidente Mirko Coratti.

Segretari del consiglio comunale sono stati eletti Luca Gramazio (Pdl) e Gianfranco Zambelli (Pd).
Esclusa da tutte le cariche, l’unica donna eletta tra le fila del Pd Monica Cirinnà, che non l’ha presa bene: "ll Pd romano e il gruppo capitolino sono governati da centri di potere che agiscono solo secondo logiche spartitorie".


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti