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Ci risiamo, ancora una volta il Comune di Roma aumenta la Tassa Rifiuti

Con le solite promesse per un servizio migliore

L’8 luglio 2026 la giunta comunale ha approvato il Piano economico-finanziario 2026/2027 dell’AMA, spiegandoci che, grazie al recupero di 60 milioni di evasione della tassa nel 2025, l’aumento in bolletta per i romani sarà “solo” del 5%, cioè l’aumento imposto dagli adeguamenti di Arera (autorità che regola il settore).

L’adeguamento delle tariffe, come ci promettono da anni, è  «strettamente connesso e subordinato all’avvio di un massiccio piano di investimenti e a un programma strutturato di miglioramenti delle prestazioni erogate alla cittadinanza, mirato a elevare gli standard del decoro urbano, estendere ulteriormente la raccolta differenziata e digitalizzare la gestione del ciclo dei rifiuti».

Promesse che ormai vanno avanti da almeno tre lustri senza che nessuna sia stata mantenuta dall’Ama o abbia inciso in maniera visibile e determinante. E non ci sembra che dagli eletti in Campidoglio si levino voci in contrasto a questo ennesimo sciorinare di promesse che, per esperienza, ormai sappiamo non saranno realizzate.

A dire il vero qualche voce contraria c’è, ed è quella di Fabrizio Santori della Lega che ha presentato una “interrogazione a risposta scritta” con cui chiede al Sindaco Gualtieri delucidazioni su una gara pubblica del Campidoglio per un appalto di oltre 48 milioni per alcuni lavori (contenimento infestanti lungo strade, marciapiedi, ciclabili, banchine, ecc.)  che, secondo il nuovo Contratto di Servizio, dal 1° gennaio 2027 dovrebbe effettuare direttamente l’AMA.

Si tratta di chiarire se per questi servizi i cittadini paghino due volte: una volta all’AMA con la Ta.Ri. e una seconda con l’addizionale comunale IRPEF per gli appalti fatti dal Campidoglio.

I romani sono ormai convinti che l’AMA debba subire una trasformazione profonda ad iniziare dalla sua classe dirigente che elabori una programmazione dei Servizi che possa renderli, una volta per tutte, performanti ed economici e dove i servizi in appalto abbiano controlli e resa certa.

Tutti dubbi che Santori chiede al Sindaco di chiarire. Ma Gualtieri, almeno al momento, ha scelto e chiede ai romani di mettersi le mani in tasca e contribuire alla spesa di servizi che, fatte rare eccezioni nei municipi centrali, non possono neppure definirsi tali, come si può ben vedere dalle foto scattate nel V Municipio.

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