Comprensorio Casilino a rischio cementificazione

Triplicato indice di edificabilità in un territorio già troppo ‘affollato’. Cittadini e associazione si riuniscono contro le decisioni del Comune
di Alessia Ciccotti - 2 Febbraio 2010

Le polemiche tra il Ministero dei Beni Culturali e il Comune di Roma, scaturite nei giorni scorsi dalla decisione del Ministro Bondi di porre dei vincoli all’Agro romano per frenarne l’incessante cementificazione, rischiano di risuonare anche nelle aule dei municipi romani, in particolare del VI e VII. A rischio di cementificazione selvaggia, infatti, è anche il Comprensorio Casilino, un’area di circa 143 ettari, attualmente destinata a verde e compresa tra le vie Casilina, Acqua Bullicante, Prenestina e Tor de schiavi, VI e VII municipio appunto.

Come ci spiegano dall’Osservatorio Casilino, che da molto tempo combatte per evitare questo rischio, «quello che si vuole sono 1800 nuovi appartamenti, un carico urbanistico che si riversa sul territorio con un impatto di quasi 5000 persone in più nel quadrante sud-est di Roma. Le conseguenze di questo sono immaginabili sulla qualità della vita, dell’aria, della viabilità, già oggi intollerabili. Ma è facile immaginare quale può essere la conseguenza di tutto ciò sulla vocazione naturalistica, culturale e ambientale che è propria di questa zona».

Il Comprensorio infatti rappresenta un patrimonio pubblico di notevole valore sia archeologico che naturale, considerando la presenza di importanti beni culturali, quali il mausoleo di Sant’Elena e tutta l’area Ad duas Lauros, ed il fatto che è l’unica riserva verde ancora presente nei territori municipali. Una riserva poi resa ancora più necessaria e fondamentale di fronte alla elevata densità abitativa della zona, ad un indice di verde pro-capite molto vicino allo 0 e ad un inquinamento e un traffico che fanno costantemente registrare limiti oltre quelli consentiti dalla legge.

Proprio per queste ragioni il Piano Particolareggiato del Comprensorio adottato dal Comune nel 2002 aveva destinato a verde quasi tutta l’area, prevedendo limiti di edificabilità fissati a 0,50 metri cubi per metro quadro; limiti confermati poi dal successivo Piano particolareggiato del 2008. Nell’ottobre del 2009 però arriva un cosiddetto “promemoria per la giunta comunale”, firmato dagli assessori Ghera e Corsini, in cui si ‘ricorda’ all’amministrazione la necessità di modificare il piano per portare l’indice di edificazione da 0,50 a 1,30 metri cubi per metro quadro, vale a dire quasi il triplo del precedente indice, e preannunciando così un’enorme colata di cemento sui quartieri del VI e VII municipio. Una modifica resa possibile anche dalla sentenza del Tar del Lazio che nel 2006 ha rimosso il vincolo paesaggistico sul Comprensorio, approvando il ricorso avanzato dal Centro direzionale Casilino.
«Oltre i limiti della legittimità amministrativa, la giunta comunale – critica l’Osservatorio – ha saltato ogni procedura di concertazione e di consultazione col VI Municipio e con la cittadinanza», vale a dire che ha fatto di testa propria, guardandosi bene dal consultare né l’amministrazione municipale e ancor meno gli abitanti del territorio in questione.

Al momento la Dott.ssa Buccellato, della Sovrintendenza Archeologica di Roma, ha rassicurato i cittadini e le associazione dell’Osservatorio confermando che l’area compresa tra via Casilina, via Gordiani, via Labico e via Capua, cioè 1/3 del Comprensorio, è al sicuro perché sottoposta a vincolo archeologico ex Legge 1089/1939 con Decreto Ministeriale del ’94. La zona che invece è ancora a rischio di speculazione edilizia è quella a Nord di Villa de Sanctis.

Ma l’Osservatorio Casilino non sembra voler mollare tanto che annuncia la realizzazione, entro la prima decade di febbraio, di un «tavolo tecnico in cui cittadini volenterosi aiutati da esperti adatti alla situazione (1 ingegnere, 2 archeologi, attivisti di Italia Nostra, tecnici, ecc…) metteranno insieme carte, documenti e conoscenze. Gli obiettivi sono due: avere chiara la situazione del territorio e, di conseguenza, impadronirci della "cultura" che serve per difendere al meglio i diritti dei cittadini davanti al Comune e ai costruttori».

Proprio in questi giorni inoltre partirà una raccolta di firme contro la cementificazione e la tutela delle aree verdi della zona, promossa dall’Osservatorio Casilino e sostenuta e voluta anche dallo stesso Presidente del VI Municipio Giammarco Palmieri.


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