Cosa c’è sotto gli scavi archeologici nel Parco Tor Tre Teste?

Ecco alcune foto ed i riscontri della Soprintendenza
di V. L. - 7 Luglio 2008

In cosa consistono e cosa stanno rivelando i grandi scavi condotti dai privati per conto della Sovrintendenza che dal 6 giugno 2007 sono in corso sull’area interessata dall’accordo di programma del 13-12-2005 Comprensorio Monti della Caccia-Tor Tre Teste dove sorgerà la megaedificazione di 137.500 mc, proprio a 100 metri di fronte all’Acquedotto Alessandrino? Se lo chiedono i frequentatori del parco Alessandrino Tor Tre Teste sono soliti osservarli di straforo, affacciandosi dalla rete di recinzione.

Siamo in grado di fornire ai nostri lettori alcune foto che documentano alcuni aspetti degli scavi e uno stralcio della lettera inviata, per conoscenza al Comitato di quartiere L’Acquedotto Alessandrino, in risposta alle sue osservazioni, datata 7-4-2008, dal funzionario responsabile della Sovrintendenza Stefano Musco.

Da questa lettera apprendiamo che:

“1) L’area interessata all’accordo di programma in oggetto non è gravata da vincoli ai sensi del D. L.vo 42/2004.

2) Gli edifici previsti dall’accordo di programma distano 100 metri dai resti – conservati in elevato – dell’antico Acquedotto Alessandrino, tratto segnalato nella Carta dell’Agro al Foglio 25 con il n. 6°.

3) Questo tratto dell’antico Acquedotto Alessandrino non è oggetto di uno specifico Decreto di vincolo, pertanto il manufatto risulta vincolato “ope legis” mentre per quanto concerne le fasce di rispetto, vigono i dettati delle N.T.A. di PRG del Comune di Roma, art. 18 bis, comma 3, lettera “a”, che prevedono una fascia di rispetto e di inedificabilità – su ciascun lato – pari a 50 metri.

4) Nell’area dell’accordo di programma la letteratura archeologica non segnala alcuna presenza di interesse archeologico con la sola eccezione – ma al di fuori dell’area vera e propria, in quanto spostato di circa 50 metri verso Sud – di un tracciato viario, indicato nella Carta dell’Agro al Foglio 25 con il n. 15s.

5) In merito al progetto in esame questa Soprintendenza ha rilasciato un Nulla Osta a condizione mediante la nota prot. N. 25359 del 30-08-2006, subordinando il suddetto Nulla Osta alla preventiva esecuzione di indagini archeologiche.

6) Le indagini archeologiche eseguite sotto controllo di questa Soprintendenza, con mezzi e mano d’opera a disposizione dalla proprietà, sono iniziate in data 6-6-2007 e sono tuttora in corso. Tutta l’area è stata indagata mediante 15 trincee ciascuna misurante mediamente 300 x 5 e connessi ampliamenti – pari ad una superficie di circa 25.000 mq di scavi preventivi – ed è stato individuato il tracciato viario antico, erroneamente indicato dalla Carta dell’Agro in una posizione spostata di 50 metri verso Sud. Il tracciato è risultato privo di pavimentazione basolata, ricavato all’interno del banco piroclastico con il piano di calpestio posto mediamente ad una quota di 4 metri al di sotto del piano di campagna. Il tracciato viario è localizzato – per tutto il tratto ricadente nell’area dell’accordo di programma – in corrispondenza del limite meridionale dell’area medesima, in adiacenza ad un insieme di fabbricati già esistenti ed allineati lungo via Sanguinetti. In relazione alle indagini espletate ed in particolare al tracciato viario antico, il cui scavo integrale – previsto per tutto il tratto ricadente nell’area dell’accordo di programma – è tuttora in corso di esecuzione, la Soprintendenza sta redigendo un’esaustiva documentazione scientifica, comprensiva anche di RV e di GIS. Riscontri effettuati con i progettisti delle opere civili hanno altresì permesso a quest’Ufficio di verificare che l’antico tracciato non risulta interessato da interventi edificatori, di sterro, scavo o riporto di terra e pertanto, successivamente al rinterro della tagliata stradale (stante l’impossibilità di una sua musealizzazione) in corrispondenza verrà probabilmente realizzata un’area a verde…”

Questo finora è quanto sappiamo e questo riportiamo.

Tuttavia è incredibile che in un paese civile, in virtù di un piano regolatore, si possa addirittura arrivare a costruire, volendo, ad appena cinquanta metri da un’antico Acquedotto romano (vedi il precedente punto 3).

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