

Volano stracci alla Pisana nell’audizione sulla nuova legge regionale per regolare le navette turistiche. Il Campidoglio vuole tagliare da 43mila a 25mila gli ingressi quotidiani e blindare il sito Unesco. Gli operatori insorgono: «Ci penalizzano, a rischio posti di lavoro»
Centinaia di caddie elettrici che sfrecciano a passo d’uomo tra vicoli millenari, pedoni terrorizzati e monumenti trasformati in corridoi di transito continuo.
Il far west del trasporto turistico su tre o quattro ruote nel cuore della Capitale è finito al centro di un summit infuocato negli uffici del Consiglio regionale del Lazio.
In Commissione Mobilità si è consumato un vero e proprio scontro frontale tra categorie, amministratori e rappresentanti del settore per analizzare la proposta di Legge regionale n. 302 del 16 settembre 2026 (“Disposizioni per il trasporto con navetta turistica nei centri storici“), firmata dal consigliere di Fratelli d’Italia Marco Bertucci.
L’obiettivo dichiarato dalla maggioranza alla Pisana è mettere ordine in un mercato esploso senza argini: numero chiuso dei veicoli, itinerari prefissati, stalli di sosta obbligatori e un albo professionale per i conducenti.
«Non vogliamo sopprimere l’attività delle golf car, ma è d’obbligo introdurre regole stringenti — chiarisce Marco Bertucci —. Non sarà una sanatoria. Il regolamento fisserà contingenze chiare e la presenza di una guida turistica abilitata a bordo tutelerà anche tassisti ed Ncc. Il 20 ottobre torneremo in commissione per chiudere il testo e votarlo in Aula entro novembre, concedendo deroghe differenti tra i comuni turistici e Roma Capitale».
A fare la voce grossa è il Campidoglio, fermo sulla linea del rigore assoluto nel perimetro protetto dall’Unesco, che a Roma coincide di fatto con l’intero centro storico.
«Il contingento è una misura ineludibile — avverte l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè —. Oggi registriamo una mole insostenibile di 43mila transiti giornalieri nella Ztl. Il nostro obiettivo è abbattere la quota a 25-30mila accessi quotidiani. Inoltre, chiediamo che la legge comprenda ogni tipologia di mezzo turistico: dalle golf car alle 500 cabriolet, dai sidecar ai minivan. Ogni Municipio o Comune deve poter varare un proprio regolamento autonomo d’intesa con la Regione: Roma non è parificabile a Civitavecchia o Viterbo».
Di parere opposto le società di noleggio e i tour operator del settore, pronti a dare battaglia contro l’ipotesi del tetto massimo di veicoli autorizzati. Gli operatori propongono invece un bilanciamento dinamico tarato sui dati dei flussi Istat.
«Siamo aziende strutturate, in regola con il fisco e con investimenti milionari alle spalle — protestano i rappresentanti delle flotte —. Perché dovremmo pagare noi per l’abusivismo? I controlli della Polizia Locale scarseggiano e anziché reprimere gli irregolari si sceglie di punire chi lavora nel rispetto delle regole. Se mettono il numero chiuso, che fine faranno le centinaia di lavoratori assunti nelle nostre società?».
I toni più aspri del confronto sono arrivati dalle sigle sindacali dei tassisti, che denunciano condizioni lavorative al limite della legalità e pericoli costanti per la circolazione stradale.
«Siamo davanti a un mercato privo di qualsiasi garanzia — denuncia Nicola Di Giacobbe (Unica-Cgil Taxi) —. Il testo di legge non fissa paletti rigidi sul numero di mezzi e finisce per non tutelare chi svolge i servizi di piazza. Quello a cui assistiamo ogni giorno a Roma non è trasporto turistico ma una forma intollerabile di caporalato: al volante di questi caddie ci sono spesso ragazzi privi delle idoneità professionali e del patentino Bk, sottopagati e sfruttati dalle piattaforme».
Un punto d’intesa viene cercato dalle guide turistiche ufficiali. Per Francesca Duimich, presidente di Federagit–Confesercenti, la legge deve imporre una netta scissione delle mansioni:
«A bordo deve esserci sempre una guida abilitata iscritta agli elenchi: l’autista deve limitarsi a condurre il veicolo, senza improvvisarsi cicerone. Il servizio delle golf car non va demonizzato a prescindere, perché all’interno di regole certe rappresenta una risorsa fondamentale per accompagnare visitatori anziani o con disabilità motorie».
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