Di Carlo: tre proposte per risolvere emergenza abitativa a Roma

Enzo Luciani - 22 Luglio 2008

Tre proposte per risolvere l’emergenza casa nella Capitale. Aumentare la densificazione delle aree destinate all’edilizia residenziale, dotare di cubature destinate ad edilizia per uso residenziale una porzione delle 56 are previste nel Prg per la costruzione di parcheggi di scambio e consentire all’Ater di realizzare quei metri cubi già previsti nei piani di zona e mai edificati: tre ipotesi di lavoro su cui indirizzare l’operato della Regione avanzate dall’assessore regionale alla Casa, Mario Di Carlo, al Comune di Roma.

"Queste proposte necessitano di accordi di programma e di un successivo passaggio in consiglio comunale e in quello regionale – ha affermato Di Carlo – potremmo mettere in atto un processo politico importante di collaborazione tra maggioranze governate da schieramenti differenti su un tema concretissimo come quello dell’emergenza abitativa". Un aumento "moderato ed equilibrato"della densificazione e degli indici di costruzione degli immobili destinati alla soluzione dell’emergenza abitativa secondo Di Carlo consentirebbe di accrescere il numero di alloggi da realizzare e di utilizzare un quantitativo minore di terreno. "Le ultime case popolari che sono state fatte somigliano a delle villette a schiera ed hanno un indice di abitabilità troppo basso – ha sottolineato l’assessore – queste caratteristiche richiedono l’utilizzo di lotti di terreno sempre più grandi ai quali il Comune deve fornire servizi con difficoltà sempre maggiore".

La seconda proposta avanzata dall’assessore Di Carlo prevede di convertire ad edilizia residenziale i premi di cubatura previsti per la realizzazione di 56 parcheggi di scambio in aree vicine ad alcune stazioni del servizio pubblico situate all’interno del Gra, come ad esempio Primavalle, Montebello, Ponte Mammolo o la zona di Tor Pagnotta. La terza proposta di questo pacchetto sull’emergenza abitativa riguarda 1 milione di metri cubi, destinati dai piani di zona alla costruzione di immobili da parte dell’Ater, e non ancora edificati. Queste cubature consentirebbero di realizzare circa 3.500 appartamenti.

"Il mio auspicio è che l’Ater possa diventare una vera e propria agenzia per gli affitti – ha concluso Di Carlo – con dei quartieri fatti di case interamente in locazione sparsi per la città, ed avere la possibilità per i cittadini di traslocare da una zona all’altra per qualsiasi motivo ma rimanendo in locazione in stabili del’Ater".


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