Di-scordare. Ricerche artistiche sulle eredità del fascismo in Italia di Viviana Gravano

La presentazione del libro domani, giovedì 20 marzo, nella Sala del Carroccio in Campidoglio

Giovedì 20 marzo 2025 alle ore 17 presso la Sala del Carroccio, in Campidoglio, si potrà assistere alla presentazione del libro “Di-scordare. Ricerche artistiche sulle eredità del fascismo in Italia” della curatrice e docente Viviana Gravano.

Un volume che ci da l’opportunità di confrontarci su quanto ancora oggi, all’alba dell’ottantennale della Liberazione, sia importante riflettere criticamente sull’immaginario culturale veicolato da molti monumenti di epoca fascista presenti nelle nostre città e in particolare a Roma.

Rappresentazioni che molto spesso passano inosservate nei nostri spazi quotidiani, ma che ci continuano a parlare e a “esprimere i propri valori violenti, razzisti e di potere”. Un’eredità difficile che necessita di essere ri-significata per produrre nuove narrazioni.

Alessandro Luparelli, Consigliere, ne parlerà con l’autrice Viviana Gravano insieme a Marina Pierlorenzi, Presidente ANPI Provinciale di Roma, Giulia Grechi , Antropologa Rete Yekatit  e Stefania N’Kombo, José Teresa, “QuestaèRoma”

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Per comprendere e non dimenticare i lasciti e le tracce del fascismo che disegnano i nostri paesaggi urbani, il fascismo, e Mussolini in persona, hanno saputo utilizzare la cultura come uno strumento straordinario di consenso per costruire immaginari che potessero durare nel tempo, persino dopo la caduta del dittatore. 

In Italia le tracce del fascismo sono pervasive, e sono più o meno palesemente presenti su tutto il territorio nazionale. Un processo di defascistizzazione imperfetto, che a livello culturale è stato particolarmente inefficace, ha fatto sì che molte delle eredità della dittatura possano continuare a parlare e a esprimere i propri valori violenti, razzisti e di potere nello spazio della quotidianità del paese.

Il libro affronta prima i processi di rimozione e revisionismo, in particolare nel contesto delle arti, che hanno permesso questo stato delle cose; propone poi una ricerca e una attenta analisi dei lavori di artiste/i che dagli anni Ottanta in poi si sono prese/i carico di rileggere quelle tracce, di decodificarne i significati, e di farne una critica aperta, politica e concettuale.

In sintesi una lettura per comprendere e non dimenticare i segni del fascismo che disegnano i nostri paesaggi urbani.

Viviana Gravano, curatrice e storica dell’arte, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Milano è socia fondatrice di Attitudes_Spazio alle arti a Bologna e di Roots_Routes_Research on visual culture.

Ha pubblicato (con Giulia Grechi) Presente imperfetto. Eredità coloniali e immaginari razziali contemporanei (Mimesis, 2016), Paesaggi attivi. Saggio contro la contemplazione (Mimesis, 2012), Food Show. Expo. 2015. Una scommessa interculturale persa (Mimesis, 2016).

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