Diritto dello sport

Presentata la seconda edizione del libro alla Sapienza
di Alessia Ciccotti - 18 Marzo 2009

1- Da sinistra il Prof Massimo Coccia, il Prof. Giulio Napolitano, il Prof Roberto Pardolesi e l’Avv. Sabrina Rondinelli. 2- Da sinistra l’Avv. Enrico Crocetti Bernardi e il Prof Antonino De Silvestri durante il suo intervento 3- La facoltà di Giurisprudenza dell’università La Sapienza.

Lo scorso venerdì 13 marzo nell’Aula Magna della facoltà di Giurisprudenza dell’Università la Sapienza è stata presentata la seconda edizione del manuale “Diritto dello sport”, in occasione della Tavola rotonda intitolata “Il diritto dello sport: prospettive e soluzioni”. A cinque anni dalla prima pubblicazione gli autori, il Prof. Massimo Coccia e il Prof. Antonino De Silvestri, presenti all’incontro, hanno ripreso la penna in mano per aggiornare e migliorare il manuale per gli avvocati di domani, anzi per gli avvocati “sportivi” di domani.

Come ha spiegato il professor De Silvestri infatti «il diritto sportivo è una materia in continua evoluzione, per questo è impossibile pensare di rimanere su posizioni immobilistiche, bensì è necessario porsi in una prospettiva che guarda al futuro». Una delle conclusioni fondamentali a cui De Silvestri è giunto, nella parte del libro da lui curata, riguarda poi il fatto che «la tradizionale contrapposizione tra giustizia sportiva e giustizia statuale non è più adatta e adeguata alla realtà attuale, in quanto – continua – il diritto sportivo appare derivato da quello dello Stato».

Conclusione questa non condivisa dall’altro autore, il Professor Coccia, il quale invece ha sostenuto che «la concezione di una giustizia sportiva derivata nega proprio il modo in cui è nata questa disciplina, vale a dire da associazioni di persone poi organizzatesi in federazioni, anche molto prima della nascita di tanti stati. Secondo me – spiega Coccia – il diritto dello sport è quindi originario e non derivato perché continua ad applicare regole in modo transnazionale». A sostegno della sua tesi, inoltre, il Professor Coccia, ha portato l’esempio della dissoluzione di molti stati europei, al momento della caduta dell’Unione Sovietica, cui però non ha corrisposto una dissoluzione delle federazioni sportive di quegli stessi stati, che invece sono rimaste più o meno invariate nelle nuove formazioni politiche.

Al termine della tavola rotonda, che ha visto confrontarsi anche il Prof. Giulio Napolitano, il Prof. Roberto Pardolesi e il Magistrato Stefano Dambruoso, che ha sostenuto come «il diritto dello sport è e deve continuare ad essere uno stimolo per gli addetti ai lavori, soprattutto per l’esigenza e l’urgenza di una maggiore specializzazione per i legali», l’Avvocato Enrico Crocetti Bernardi, il cui intervento, molto sentito e apprezzato, ha puntato l’attenzione sulla necessità di eliminare la discriminazione tra atleti e atlete e tra professionisti e dilettanti che ancora oggi sussiste.


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