

Ermenegildo Rossi: "Politica irresponsabile, serve un piano di continuità. Non sono lavoratori usa e getta". Richiesto incontro urgente in Campidoglio
Spenti i riflettori sui pellegrinaggi e sui grandi eventi, ora l’attenzione si sposta sulla cosiddetta “manovalanza giubilare”. Migliaia di lavoratori che, per mesi, hanno garantito la tenuta della macchina cittadina sotto una pressione straordinaria e che oggi rischiano di trovarsi senza occupazione o con contratti non rinnovati.
Si tratta di una platea ampia ed eterogenea, impiegata in settori strategici per il funzionamento quotidiano di Roma durante l’anno santo.
Il rischio di licenziamenti o mancati rinnovi riguarda in particolare il comparto del turismo e dell’accoglienza, con personale alberghiero, receptionist e addetti alla ristorazione.
Situazione critica anche nei servizi e nella sicurezza, dalla vigilanza privata al controllo dei flussi fino alla sicurezza aeroportuale.
A questi si aggiungono i lavoratori dei trasporti e della logistica – autisti, addetti al carico e scarico merci, operatori di magazzino – e quelli impiegati nella cultura e nei multiservizi, come guide museali, addetti alle pulizie e manutentori.
A lanciare l’allarme è la UGL Roma e Provincia. Per il segretario Ermenegildo Rossi, la situazione non può essere considerata un imprevisto. «Il Giubileo era programmato, così come la sua fine. Non aver predisposto un piano per stabilizzare queste competenze è una grave responsabilità istituzionale», afferma.
Secondo il sindacato, i lavoratori impiegati durante l’anno santo hanno acquisito competenze strutturate e specifiche, fondamentali per una città a forte vocazione turistica. «Scaricarle ora – prosegue Rossi – significa indebolire Roma proprio mentre la pressione turistica resta elevata».
Il paradosso, sottolinea la UGL, è che nonostante la cronica carenza di manodopera in settori come la ristorazione, il sistema non riesce ad assorbire in modo stabile chi ha lavorato durante il Giubileo.
Oltre all’impatto sociale sulle famiglie coinvolte, il sindacato teme conseguenze dirette sulla qualità dei servizi cittadini.
Senza un piano di reinserimento o di trasformazione dei contratti, la Capitale potrebbe ritrovarsi improvvisamente priva di personale esperto, con ricadute sull’accoglienza turistica e sulla gestione ordinaria della città nel periodo post-evento.
Per questo la UGL ha annunciato l’intenzione di chiedere un incontro urgente al sindaco Roberto Gualtieri e al Campidoglio.
L’obiettivo è aprire un confronto su soluzioni che vadano oltre la semplice “conclusione naturale” dei rapporti di lavoro legati al Giubileo e consentano di valorizzare competenze che, secondo il sindacato, rappresentano una risorsa strategica per Roma.
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