Dubbi e incertezze sui progetti di investimento ferroviari

Legambiente: verificare le proposte rispetto alle priorità
di Federica Nalli - 2 Aprile 2009

Quasi 350 milioni dei 590 milioni di Euro di fondi strutturali per la mobilità, il 59% del totale, potrebbero essere investiti dalla Regione Lazio su un’unica tratta ferroviaria, la Roma-Civitacastellana-Viterbo, segnando così in modo forte la programmazione e lasciando praticamente senza un euro le altre otto ferrovie regionali del Lazio.

È questa la scelta presentata qualche giorno fa al tavolo del partenariato da parte dell’Assessorato regionale ai trasporti, con una proposta di ‘parco progetti per la mobilità sostenibile’, ancora da approvare, sulla quale Legambiente lancia un segnale di allarme, chiedendo di approfondire la discussione". Così in una nota Legambiente Lazio.

Lorenzo Perlati, Presidente di Legambiente Lazio, sostiene che la scelta sui consistenti investimenti dei fondi strutturali per i trasporti è dirimente per il futuro dei pendolari per i prossimi anni “chiediamo di verificare le proposte rispetto alle priorità, agli scenari di sviluppo e ai problemi che tutti conosciamo bene, rivedendo l’ipotesi di puntare quasi tutto su una sola linea lasciando a bocca asciutta tutte le altre, con uno sforzo di fantasia che preveda anche il coinvolgimento dei privati” ha sottolineato Perlati, eh ha aggiunto, che negli ultimi dieci anni, i numeri del trasporto ferroviario sono cresciuti moltissimo, proprio grazie al lavoro svolto dalla Regione con le società e le istituzioni locali, raddoppiando i pendolari che viaggiano ogni giorno sulle ferrovie nel Lazio, che sono passati da 187mila a oltre 350mila, a cui si aggiungono i 200mila delle ferrovie concesse.

È un percorso che ha visto investimenti importanti sulle infrastrutture, ne sono un esempio l’elettrificazione e il raddoppio della linea FR3 per Cesano, alla FR1 da Orte all’aeroporto, alle nuove stazioni sulla FR2 per Tivoli.

“È un percorso ancora tutto in salita, viste le difficoltà dei pendolari, che non può subire alcuna battuta d’arresto, basta considerare cosa succede quando si rompe un treno per comprendere il pericolo, ma che anzi, deve vedere le istituzioni unite alle società che
gestiscono il servizio per migliorare, ognuno per la propria parte, la nostra rete ferroviaria regionale" ha concluso Perlati.


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