Dar Ciriola asporto

Ecco il perché di quel murales

L'associazione Punto di Svista illustra le varie sfaccettature dell'opera in largo Pettazzoni
Riceviamo e pubblichiamo - 5 Marzo 2009

Quel murales proprio non va beneIn merito all’articolo sul Murales di largo R. Pettazoni, ci premeva, a tutti noi membri dell’Associazione Punto di Svista, operante nel quartiere (dal Quadraro a Torpignattara passando per le Vigne), sottolineare la motivazione di tale manifestazione, dato che, forse, qualcuno, non è riuscito a capirne il senso.

Dato che la nostra Associazione si è fatta promotrice di questa iniziativa, come di molte altre, reputiamo importante esplicare il fatto che quel Murales ha prima di tutto lo scopo di riqualificare parte del territorio urbano, precedentemente deturpato da frasi volgari e senza alcun gusto estetico; secondo poi possiede in se’ il concetto di “Memoria”.

Quel murales proprio non va beneImpresso su quel muro troviamo: una memoria archeologica rappresentata dallo storico acquedotto che rende il nostro quartiere particolare rispetto agli altri; una memoria storica visualizzata con vari nidi di vespe, proprio perché, durante il periodo della guerra i tedeschi definirono il Quadraro “Nido di Vespe”, cioè luogo dove i Partigiani, oppositori del regime, potevano ben nascondersi. Questi simbolici esagoni, fanno riaffiorare in noi il terribile momento storico del Rastrellamento; in più troviamo il graffito dell’ormai simbolico e memorabile “cannone”; abbiamo ancora una memoria sociale, quella delle varie ondate migratorie del sud Italia che hanno coinvolto il nostro quartiere dal passato fino ai giorni nostri. Tale memoria è riprodotta con un grande viso tipico Siciliano, con in testa una coppoletta che lo distingue.

In scena troviamo un personaggio di notevole spessore come Canepa, che diede vita al mondo dell’oratorio, togliendo molti ragazzi dalle strade, e facendo si che quest’ultimi potessero riunirsi, discutere, giocare e crescere insieme, e, non possiamo dimenticare che tale protagonista della storia a breve sarà santificato.

Uno di quei visi stampati sul muro, di un giovane ragazzo, sta a simboleggiare il grande coraggio e altruismo che questo dimostrò arrivando a perdere la sua vita per salvare quella di un suo amico che stava per affogare.

Altri quattro ragazzi sono deceduti prematuramente, due a causa di malattie purtroppo incurabili; gli altri due il caso ha voluto che la loro morte avvenisse per incidenti stradali. Tutti questi lasciano un grande vuoto tra amici e parenti, ma il loro ricordo, ora, è ancora più vivo potendoli osservare ogni giorno su quel muro, di quella piazza dove sempre si riunivano.

I volti di cui si è tanto parlato, raffigurano la società, la realtà!, che non sempre è positiva, retta, saggia, e che spesso ha portato alcuni personaggi a fare la scelta sbagliata e morire per questo! Anche la realtà se pur negativa, non va ignorata, ma affrontata, affinché gli errori non vengano ripetuti.

In più và sottolineato il fatto che quel graffito ha dato luogo a due giorni di aggregazione, di spensieratezza, ricreando in piazza un mini concerto proposto dai Coreani del Quadraro e uno spazio di svago per bambini che, grazie alla ludoteca di via degli Angeli, hanno potuto divertirsi con giochi antichi.

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Detto questo, non critichiamo ad occhi chiusi, apriamoli, insieme alle nostre menti e non eleviamoci a giudici se non sappiamo neppure qual è l’efficacia del nostro essere nella società.

Punto di Svista
Via dei Quintili 138


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