Golf cart nel centro di Roma: scatta l’ora dei paletti. E la destra sfila la delega a Gualtieri

Incontro tra Fratelli d'Italia e i sindacati degli abiti bianchi per blindare una legge regionale "modello Toscana". Stalli fissi e percorsi obbligati nel cuore Unesco

Un battito di ciglia ed è subito ingorgo davanti ai Fori Imperiali, tra comitive di turisti su quadricicli a batteria, pedoni smarriti e una fila di abiti bianchi a clacson spiegati.

Da fenomeno folkloristico dell’era post-pandemica a vera e propria spina nel fianco per la viabilità del centro storico, le cosiddette golf cart sono finite al centro di una battaglia politica e corporativa che ora approda nei corridoi della Regione Lazio.

Con l’obiettivo dichiaratamente politico di porre un freno a quello che molti definiscono un “Far West della mobilità green”, via Cristoforo Colombo ha aperto i cantieri per una legge regionale ad hoc, ispirata a doppio filo al modello rigido già introdotto dalla Toscana.

La saldata tra FdI e tassisti: “Basta abusivismo camuffato”

L’accelerazione è arrivata a margine di un summit a porte chiuse tra i vertici locali di Fratelli d’Italia e la galassia delle sigle sindacali dei tassisti (Associazione Taxitalia, Cobas Taxi, Confintesa Taxi Roma e URI).

Attorno al tavolo guidato dal presidente della Commissione Bilancio della Pisana, Marco Bertucci, assieme al capogruppo capitolino Giovanni Quarzo e al deputato Marco Perissa, spiccava un’assenza pesante: quella delle aziende e delle piattaforme che gestiscono e noleggiano i veicoli elettrici incriminati.

La posizione delle “auto bianche” è nota da tempo: le golf cart svolgerebbero una forma di trasporto pubblico locale di fatto abusivo, privo di licenze, tariffari amministrati e percorsi prestabiliti, drenando clienti nelle aree a più alta densità turistica.

Dopo aver congelato una prima bozza finita sotto il tiro delle polemiche, la maggioranza di centrodestra ha deciso di riscrivere il testo puntando sulla perimetrazione degli accessi e sulla creazione di stalli obbligatori per le sosta, specialmente all’interno del perimetro del sito Unesco:

«L’obiettivo è quello di arrivare a un’iniziativa di legge su cui sto lavorando in prima persona e che ho sospeso proprio per concordare una linea il più possibile condivisa. Un intervento forte si rende necessario sia per tutelare la vivibilità dei cittadini romani, sia per proteggere l’immagine del settore turistico.

Nessuno intende proibire l’uso di questi mezzi, ma serve una regolamentazione chiara: concorderemo itinerari fissi e stalli delimitati per tutti i mezzi turistici green.» Marco Bertucci, Presidente della Commissione Bilancio della Regione Lazio

Lo scontro politico con il Campidoglio

La partita sulla regolamentazione dei quadricicli turistici assume tuttavia una chiara venatura ideologica ed elettorale. Nell’assestare il colpo di spugna, i dirigenti del partito di maggioranza relativa alla Pisana non hanno risparmiato stoccate all’amministrazione di Palazzo Senatorio.

«Non possiamo certo lasciare la delega sul tema al sindaco Gualtieri, dato che la materia è di stretta ed esclusiva competenza regionale. L’impegno del collega Bertucci è fondamentale, così come la nostra proposta per rivedere la normativa nazionale sull’uso originario dei quadricicli pesanti.

L’obiettivo è arrivare a settembre con un testo dettagliato e blindato: lo dobbiamo sia ai residenti che vivono la città ogni giorno, sia ai turisti che vengono a visitarla.» Giovanni Quarzo (Capogruppo FdI in Campidoglio) e Marco Perissa (Deputato FdI)

Il cronoprogramma prevede ora la stesura definitiva del testo durante le settimane estive, per poi approdare nelle commissioni competenti subito dopo la ripresa di settembre.

Resta da capire come reagirà la categoria degli operatori elettrici, finora rimasta ai margini del tavolo istituzionale.

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